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Dopo il ritorno del carbone, in Italia si ripensa al nucleare; ecco la proposta per evitare un inverno senza gas ed elettricità

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Per congiurare l’aumento del costo in bolletta di luce e gas la soluzione più immediata, oltre a quella di nuovi accordi commerciali, è quella del nucleare.

Una soluzione particolarmente difficile da attuare in un Paese fortemente contrario fin dagli anni ’80.

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La Commissione Ue, si è espressa a favore dell’inserimento di gas e nucleare. In Italia ci sarebbero già ben due referendum, quello del 1987 e del 2011 a esprimere la contrarietà dei cittadini verso questo questa fonte di energia.

Nessuno la vorrebbe vicino a casa e nemmeno nella propria regione. L’idea non è soltanto una provocazione ma una soluzione necessaria in tempi di scarsità dell’offerta e di potenziale crisi. Sia sul fronte economico che della sicurezza energetica l’Italia ha ben poche alternative. Nonostante la spinta agli investimenti sostenibili e alle energie rinnovabili, la misura può nei prossimi mesi ritrovare il consenso sotto mutate e ben più gravi condizioni.

L’altra alternativa al problema energetico può arrivare invece dal GNL argentino. La sua più grande riserva occupa una superficie di 36.000 km; l’equivalente del territorio di una nazione come la Svizzera e ha proprietà tali da contenere risorse estraibili pari a 16 miliardi di barili di petrolio. Per quanto riguarda quest’ultimo, la sua produzione ha raggiunto a settembre il suo livello record con 180.000 barili al giorno. Un aumento annuo pari al 53% sulla produzione globale nazionale.

Gas, petrolio e acqua, le tre emergenze in arrivo nei prossimi mesi

Nel centrodestra, schierata a favore del nucleare di nuova generazione è Forza Italia e la Lega. Investire in questo senso secondo i due partiti è la strada da percorrere per l’autosufficienza energetica.

La grande paura è ritrovarsi al freddo e senza gas ed elettricità, in caso di taglio totale delle forniture da parte della Russia. In nome dell’emergenza, il G7 ha già ritrattato alcuni degli obbiettivi ecologici come quello sulla riduzione delle emissioni. Alla vigilia della guerra in Ucraina l’Italia importava ancora il 40% dell’intero fabbisogno energetico di Gas.

La cronica dipendenza dalle materie prime avrebbe dovuto spingerci già da parecchi anni ad abbracciare fonti alternative al combustibile fossile. La tendenza è stata invece quella di ignorare il possibile cigno nero, nonostante non sia la prima volta che la Russia prenda iniziative per espandere militarmente la sua zona di influenza. Qualcosa di simile accade per l’acqua; le scarse precipitazioni si trasformano in emergenza anche per l’inefficienza della rete idrica con uno spreco stimato del 42%.

L’obiettivo sul nucleare è raggiungere una potenza complessiva di 40 GW di impianti nucleari. Ipotizzando una potenza media di 5 GW ognuna, sarebbero necessarie 8 centrali. Calenda ha annunciato per giovedì una mozione parlamentare per includere l’energia generata da centrali nucleari nel mix energetico italiano.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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