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Debito miliardario per Stellantis in Cina: presenta istanza di fallimento

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La Joint venture tra Stellantis e Guangzhou Automobile Group che produce veicoli Jeep in Cina presenterà istanza di fallimento.

La società ha avuto un lungo declino nonostante Jeep sia il primo marchio automobilistico straniero a fare affari in Cina.

Stock.Adobe

Lunedì Stellantis ha dichiarato di aver completamente compromesso il valore del suo investimento nella joint venture con la società cinese. Nonostante la sua intenzione sia di continuare a fornire servizi ai clienti Jeep in Cina, il risultato del consorzio è stato disastroso.

L’approvazione dell’istanza di fallimento ha rivelato passività accumulate pari a quasi il 111% delle sue attività; circa 1 miliardo di dollari di debiti causato da un declino progressivo delle vendite dei modelli di auto venduti dalla casa. Le vendite sono diminuite del 50% nel 2021 rispetto all’anno precedente passando a 20.396 veicoli. Quest’anno il risultato è stato ancora peggiore con una vendita di meno di 2 mila veicoli.

La Cina rallenta e il settore automobilistico ne paga le spese? No, secondo il Ceo di Stellantis Tavares

Già a luglio, l’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares ha affermato che negli ultimi cinque anni “l’influenza politica” nell’encomia e nelle società private in Cina è cresciuta con un impatto inevitabile sul loro decorso.

Le case automobilistiche straniere come gruppo sono state sottoposte a crescenti pressioni in Cina, dove il mercato si è spostato rapidamente verso i veicoli elettrici a batteria a tutto vantaggio dei marchi nazionali. Le case come Stellantis hanno visto la loro quota di mercato diminuire in Cina di 5,5 punti percentuali l’anno scorso.

Il mercato cinese è il più grande al mondo ma, nonostante ciò, il ruolo delle multinazionali straniere è minacciato da un progressivo protezionismo e controllo economico. Inizialmente in cambio dell’accesso al mercato cinese, la politica di joint-venture è stata resa possibile per fare sì che i marchi stranieri condividessero prestigio e tecnologia con le società automobilistiche locali.

Ora che le case automobilistiche cinesi sono più fiduciose nel valore dei loro modelli e nel loro potenziale di sviluppo tutto sta rifluendo verso una forma pericolosa di autarchia.

Leggi anche>> Il decoupling: la possibile svolta nella guerra commerciale fra USA e Cina

Il fallimento dell’impresa Jeep è solo l’ultimo capitolo di una storia turbolenta iniziata quando la Cina era un mercato impossibili da penetrare per le case automobilistiche globali. Al momento c’è solo una società con un grande vantaggio sui modelli cinesi; Tesla, la quale è l’unica casa automobilistica straniera a cui è stata concessa una deroga per produrre automobili in Cina senza una joint venture.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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