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Lavoratore dipendente o con partita Iva: ecco chi guadagna di più

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Una questione abbastanza delicata, a tratti complessa. Chi guadagna di più e perchè. La dinamica ha molteplici aspetti.

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Una domanda che in maniera sempre più pressante che negli ultimi anni si fa largo nei vari contesti lavorativi è quella che riguarda la differenza tra le retribuzioni di un lavoratore dipendente ed uno invece con partita Iva, il classico libero professionista. La risposta più semplice e sbrigativa al quesito non può non tenere conto del fatto che nel secondo casi ci troviamo di fronte ad una situazione che vede il lavoratore stesso impegnato nei pagamenti delle tasse sulla stessa retribuzione e dei contributi previdenziali obbligatori, calcolati chiaramente in base alle varie regolamentazioni vigenti per tipologia di professione.

In linea di massima quello che è bene considerare sono di fatto i vantaggi e gli svantaggi del caso. E’ vero ad esempio che il lavoratore dipendente può godere di un trattamento diverso in merito alla possibilità per l’appunto di non dover provvedere al pagamento di tasse e contributi previdenziali, cosi come è vero che sempre quest’ultimo può godere di diritti dall’altra parte inesistenti. Vero però, inoltre che potenzialmente il lavoratore autonomo ha in un certo senso un più ampio margine d’azione almeno in teoria, con la possibilità concreta di riuscire a portare a casa a fine mese una retribuzione più alta anche al netto di tasse e contributi previdenziali.

Lavoratore dipendente o con partita Iva: come si calcolano le relative retribuzioni

Fondamentale precisare che non tutti i lavoratori dipendenti percepiscono la stessa retribuzione, questa infatti può variare in base ad una serie di fattori, tra questi possiamo sicuramente trovare la tipologia di CCNL per il proprio settore lavorativo, il livello di inquadramento, da contratto ed i relativi minimi salariali stabiliti. Alcune tipologie di contratto ad esempio possono prevedere la quattordicesima mensilità mentre altre invece no. Il lavoratore dipendente, inoltre, può visionare direttamente dalla busta paga le varie ed eventuali tasse pagate attraverso l’erogazione della retribuzione lorda.

LEGGI ANCHE >>> Pioggia di soldi alle Partite IVA, come calcolare il contributo a fondo perduto spettante

Attraverso la busta paga di un lavoratore dipendente è quindi possibile individuare determinati fattori abbastanza incidenti:

  • ammontare della quota IRPEF
  • quota dei contributi previdenziali versati dal datore di lavoro
  • eventuali contributi ad altri Fondi previdenziali

Per quel che riguarda invece i lavoratori autonomi, quindi con partita Iva, vanno considerate le dinamiche specificate in precedenza. Per questo tipo di lavoratori un vantaggio abbastanza rilevante può essere rappresentato dal regime fiscale di cui si gode. Agevolato, nella maggior parte dei casi con tassazione al 15% per ricavi e compensi fino a 65mila euro. La percentuale, dunque è da calcolare non sull’intero fatturato ma esclusivamente sui ricavi ed i compensi prodotti, non del tutto una condizione svantaggiosa, in alcuni casi.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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