C’è chi ne ha pieno diritto, quanto valgono le ferie non godute: cosa fare per ottenere quanto spetta.
Sono in tantissimi a rivendicare il proprio diritto alle ferie non godute, ma sapere che valgono cifre così esorbitanti, mette in agitazione anche chi non ci stava minimamente pensando. Si tratta di ottenere non solo una bella somma in termini di risparmio, ma anche di vedere una volta per tutte, difesi i propri interessi che in molti contesti lavorativi spesso, vengono surclassati. Come ottenere questo beneficio?

Si parla impropriamente di beneficio, ma è un diritto al 100% e come tale, non solo va perseguito, va rispettato senza se e senza ma. Appunto, si tratterebbe di ottenere un’indennità per ferie non godute. Questa la possono richiedere delle persone ben precise.
Si tratta di ottenere una somma per ferie che non solo non sono state godute, ma nemmeno monetizzate dal momento in cui si è interrotto il rapporto di lavoro. Ovviamente però, non basta conoscere i percettori dello strumento in questione, perché non è un diritto che scatta in automatico, anche se si è legittimi destinatari. Lo si può ottenere se si pongono in essere le giuste azioni.
Se non si vogliono commettere errori, bisogna analizzare con cura i contesti in cui si richiede concretamente l’indennità.
Importi e onere della prova, quanto valgono le ferie non godute
Bisogna averne il diritto e ottenere in maniera precisa ciò. L’indennità è propria dei dipendenti pubblici, s’intendono quindi gli statali, regionali, sanitari, scolastici, e via dicendo. Ma nello specifico, quelli che hanno terminato il rapporto di lavoro per motivi ben delineati, come il pensionamento, le dimissioni o lo stesso licenziamento. La condizione da rispettare è che le ferie non siano effettivamente state usufruite per cause che vanno al di là della volontà del lavoratore.

Come ottenere l’indennità per le ferie non godute? Soprattutto quanto valgono e come si raggiungono cifre così elevate?
In primis, la Corte di Cassazione espone una pronuncia molto importante nella sentenza n.5496/2025. Ha stabilito come gestire l’onere della prova. Significa poter dimostrare di aver messo il dipendente in questione, nelle condizioni per poter usufruire delle ferie. Quindi, è un dovere del datore di lavoro, non del dipendente.
In questo modo, il datore potrebbe tutelarsi, ma ci vogliono delle testimonianze abbastanza accurate. Segue anche l’analisi degli importi. Accade che nel 2025 sono stati tantissimi i casi di questo tipo e di conseguenza, ci sono stati altrettanti risarcimenti di indennità abbastanza corpose persino per persone che hanno ruoli di spicco.
Infatti, nella sentenza n. 9877/2024 la Cassazione ha ribadito ciò. Ci sono state cifre alte, 72 mila euro per dirigenti medici, 50 mila euro per funzionari, e oltre 12 mila euro per insegnanti precari!
Le sentenze che trattano i casi sono in aumento, tanto che si contano oltre 3 milioni di euro riconosciuti solo nel 2025. È importante in ogni caso agire prima che il diritto scada.