C’è una lettera del Fisco che in molti hanno già ricevuto e che comporta dei seri problemi: ecco di cosa si tratta e a cosa bisogna prestare molta attenzione.
I controlli del Fisco sono sempre più serrati e stringenti, soprattutto nei confronti di coloro che commettono in malafede errori ed omissioni nelle dichiarazioni. Già in precedenza, infatti, abbiamo parlato di cosa accade a coloro che commettono omissioni nelle dichiarazioni relative al modello ISEE. In questo caso, invece, si parla di una lettera inviata dal Fisco e che ha già fatto tremare in molti.
Chi sono i soggetti che l’hanno già ricevuta o che stanno per riceverla a breve? Scopriamo insieme di cosa si tratta e a chi è destinato: attenzione, l’occhio del Fisco prima o poi stanerà ogni difformità.
In molti sono i contribuenti che lamentano la ricezione, negli ultimi tempi, di una lettera da parte del Fisco. Nel dettaglio, essi sono i richiedenti di bonus edilizi: sono scattati, infatti, i controlli circa l’utilizzo del Superbonus 110%. In merito, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che verrà bloccata ogni richiesta di bonus nel caso in cui il credito fiscale dovesse essere di dubbia provenienza.
In questo caso, infatti, le lettere in questione verranno inviate non ai richiedenti, ma ai tecnici professionisti asseveratori. Saranno loro, infatti, che verranno sottoposti a dei controlli preventivi e che dovranno fornire informazioni e documenti che possano chiarire la provenienza dei redditi e, di conseguenza, sbloccare i crediti fiscali.
Nel caso in cui tali controlli dovessero evidenziare delle difformità o un’evidente malafede, scatteranno le sanzioni che saranno davvero pesantissime.
Nel caso del Superbonus, a fronte di diverse situazioni di irregolarità in malafede, omissioni e abusi le pene sono state inasprite rispetto al passato. A rischiare grosso, in questo caso, è l’asseveratore dei lavori: le multe per lui possono arrivare addirittura a 100mila euro ma il rischio è il carcere.
Qualora, infatti, si attesti e si dichiari il falso sarà prevista per loro una reclusione fino ad un massimo di 5 anni.
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