Con la Legge 104 si può andare in pensione a 65 anni? L’ho sentito dire più volte, ma ho scoperto che non è proprio così. Alcune possibilità ci sono, ma con requisiti ben precisi e documenti da presentare. La mia esperienza personale può aiutare a fare chiarezza.
Quando ho iniziato ad accudire stabilmente mia madre, affetta da una forma grave di disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104, ho pensato che ci fossero agevolazioni per andare in pensione prima. Lei convive con me e ha bisogno di assistenza quotidiana. Diversi colleghi mi dicevano che bastava arrivare a 65 anni per uscire dal lavoro, ma non mi bastava sentire dire. Volevo sapere con certezza come stavano davvero le cose.
Facendo ricerche ho scoperto che la Legge 104 da sola non dà diritto alla pensione anticipata. Ma se si è caregiver – cioè se si assiste un familiare con disabilità grave convivente – esistono due possibilità: la Quota 41 per lavoratori precoci e l’APE Sociale. Le regole sono severe ma chiare.
La prima ipotesi che ho considerato è stata la Quota 41. In questo caso l’età anagrafica non conta: quello che serve sono almeno 41 anni di contributi e sei mesi di assistenza continuativa a un familiare con disabilità grave riconosciuta.
Io avevo già superato i 40 anni di versamenti e ho cominciato a raccogliere i documenti richiesti: l’estratto conto contributivo, il verbale della 104 per mia madre, i certificati anagrafici per dimostrare la convivenza. Secondo quanto riportato da fonti INPS, questi elementi sono indispensabili per la domanda.
La cosa interessante è che non si tratta di un’indennità temporanea: è una vera e propria pensione anticipata, senza penalizzazioni. Ma bisogna rispettare tutti i requisiti con precisione, perché l’INPS verifica tutto.
Dato che non avevo ancora 41 anni pieni, ho preso in considerazione anche l’APE Sociale. Questa misura è accessibile dai 63 anni e 5 mesi, con almeno 30 anni di contributi. Io li avevo.
La condizione per accedere è simile: bisogna essere caregiver conviventi da almeno sei mesi. Ho scoperto che la procedura si articola in due fasi: prima si fa domanda di verifica dei requisiti, poi quella per l’erogazione dell’indennità. I documenti richiesti comprendono il verbale di disabilità, i certificati di residenza, l’estratto conto contributivo e un documento d’identità.
Le date da rispettare sono ben definite: nel 2025, secondo l’INPS, le scadenze sono fissate al 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre. L’APE Sociale non è una pensione, ma un sostegno economico fino al raggiungimento della pensione ordinaria.
Alla fine ho presentato domanda per l’APE Sociale. Era la via più immediata per me. Ma continuerò a lavorare fino a raggiungere i 41 anni per poi chiedere la Quota 41.
Volevo condividere la mia esperienza perché so quanto può essere difficile orientarsi tra norme, requisiti, sigle e scadenze. La Legge 104 offre tutele importanti, ma solo con pazienza e documentazione precisa si può davvero accedere a uno dei percorsi che permettono il pensionamento anticipato per chi assiste familiari disabili.
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