Prezzo basso, rendimento alto e una scadenza lontanissima. Il BTP Green 2045 si è ritagliato uno spazio inatteso nel panorama degli investimenti. Tra scommessa sul futuro e sicurezza sovrana, c’è chi lo guarda come un’occasione unica. E chi, invece, lo teme. Ma cosa lo rende così attraente proprio ora?
C’è sempre qualcosa di insolito quando un titolo di Stato, pensato per durare vent’anni, diventa improvvisamente protagonista. Il BTP Green 1,5% aprile 2045, con un prezzo sotto i 65 euro e un rendimento netto vicino al 4%, ha catturato l’interesse di molti. Non si tratta solo di numeri, ma di prospettive. Quando il presente è incerto e i tassi restano alti, guardare avanti diventa quasi un’esigenza.

Questo titolo è garantito dallo Stato, legato a progetti ambientali e pensato per chi ha una visione di lungo periodo. Ma dietro l’apparente semplicità si nascondono variabili da non trascurare: la bassa cedola, la forte sensibilità ai tassi e un orizzonte temporale che richiede pazienza e lucidità. È una scelta da fare con consapevolezza, lontano dalle logiche del guadagno immediato.
Prezzo scontato e rendimento che incuriosisce
Chi acquista oggi il BTP Green 2045 lo paga circa 64,84 euro per ogni 100 euro nominali. Questo significa che, oltre alla cedola annua dell’1,5%, riceverà alla scadenza il rimborso completo, con un guadagno interessante in conto capitale. Proprio questa differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso fa salire il rendimento netto annuo a circa il 3,92% (fonte: Borsa Italiana).
Dal punto di vista fiscale, resta la tassazione agevolata del 12,5% sui rendimenti, come per tutti i titoli di Stato italiani. Tuttavia, è bene considerare anche il pagamento del rateo interessi al momento dell’acquisto, che oggi è di circa 0,44 euro netti per ogni 100 euro nominali. È una cifra contenuta, ma incide sull’investimento iniziale.
La durata del titolo, tecnicamente la “duration modificata”, è pari a circa 15,5 anni. Questo lo rende molto sensibile ai movimenti dei tassi. Se i rendimenti di mercato dovessero salire ancora, il prezzo del titolo potrebbe scendere ulteriormente. Chi non tiene il titolo fino al 2045 potrebbe subire perdite se costretto a venderlo in anticipo.
Un’opzione sostenibile per chi guarda lontano
Non è un titolo per chi cerca liquidità nel breve periodo. Il BTP Green 2045 si rivolge a chi può permettersi di immobilizzare capitale per vent’anni, magari per creare una riserva per la pensione o per i figli. In cambio, si ottiene un rendimento superiore a quello di molti BTP a medio termine, ma con la consapevolezza che bisogna restare investiti fino alla fine.
Il valore aggiunto di questo strumento è anche nella sua natura “green”: i fondi raccolti finanziano progetti pubblici sostenibili, come mobilità elettrica, riqualificazione energetica e tutela dell’ambiente. Chi investe in modo responsabile può così coniugare rendimento e impegno sociale.
Certo, la cedola annuale dell’1,5% può sembrare deludente in tempi di inflazione elevata. Ma chi accetta di pazientare fino al 2045, alla luce del basso prezzo d’ingresso, potrebbe ottenere un risultato interessante. La vera domanda è se oggi valga la pena bloccare un rendimento quasi al 4% per vent’anni. In un mondo dove l’incertezza è diventata la norma, forse sì.