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Vecchie Lire, servivano per comprare un ghiacciolo: oggi comprano un’auto

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Può una moneta passare dal quotidiano al mito nel giro di pochi decenni? Può raggiungere vette di valore inimmaginate?

La realtà ci dice che questo fenomeno di fatto coinvolge spesso esemplari di monete alle quali quando erano in circolazione probabilmente non venivano date tantissime speranze in merito ad un futuro diciamo cosi glorioso. Di esempi possono esserne fatti numerosi, non tantissimi ma in ogni caso di fatto la cosa è avvenuta e continua ad avvenire. Esemplari quasi popolari che di colpo raggiungono in qualche modo la vetta.

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In linea di massima siamo abituati a concepire la moneta che oggi vale molti soldi, ambita da collezionisti di tutto il mondo come qualcosa di assolutamente inarrivabile. Sin dal principio, quantomeno rispetto ad esempio al fascino ed al prestigio. Immaginiamo dunque monete che sin dalla loro prima messa in circolazione hanno mantenuto quel tocco di magnificenza in un certo senso sconosciuto a tutti gli altri esemplari in quel momento in circolazione. La realtà dei fatti è un po’ diversa e certe metamorfosi di fatto sorprendono anche gli esperti del settore.

Nel corso dei decenni che hanno preceduto l’arrivo della moneta unica europea abbiamo assistito all’esordio ed al declino di numerosi esemplari annunciati in pompa magna che poi non hanno rispettato quelle che in un certo senso erano le aspettative iniziali. Alcuni fattori possono remare contro, come ad esempio la tiratura, oppure il fatto di non essersi mai costruiti una immagine davvero forte anche nei contesti collezionistici, per tutta una serie di ragioni. Detto ciò a questo punto è opportuno fornire esempi validi e chiari di ciò che significa passare di colpo dal quotidiano agli annali, quelli importanti, del collezionismo.

Monete rare, dal quotidiano al mito: gli esemplari che rendono impazienti i collezionisti di mezzo mondo

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Uno degli esemplari che può racchiudere al meglio il senso della riflessione posta è sicuramente quello da 100 lire. Parliamo di una moneta assolutamente popolare, una di quelle alla quale sono ancorati i ricordi di intere generazioni. Una moneta che nella sua versione forse più popolare, quella denominata “Minerva” ha fatto il suo esordio sul palcoscenico nazionale per la prima volta nel 1955. Parliamo di un contesto storico sociale, quello in questione molto particolare. La guerra lasciata alle spalle, le prime sensazioni che qualcosa potesse davvero cambiare anche nel costume nell’idea di vita di milioni e milioni di italiani.

La moneta da 2 centesimi più preziosa: collezionisti innamorati, se la trovate vi pagano qualsiasi cifra

Il nome dell’esemplare in questione è dato dall’immagine che quindi da decenni e decenni si porta dietro. La dea Minerva con dall’altro lato una testa cinta d’alloro. Parliamo di una moneta che in particolari condizioni, per qualcuna delle sue versioni può raggiungere l’incredibile cifra di 800 euro di valutazione. Per quel che riguarda ad esempio lo stesso esemplare coniato nel 1956, in numerosissimi pezzi, possiamo parlare di un valore che si attesta intorno ai 100 euro. L’anno successivo, invece, il 1957 ha portato sulle scene una versione assolutamente diversa che già inizia nel tempo a spiazzare i collezionisti di mezzo mondo. 250 euro il suo valore sul mercato.

L’anno però più sorprendente è il 1958. La moneta, l’esemplare dunque coniato in quel periodo ha lasciato dietro di se una vera e propria aura di leggenda. Valore stimato, oggi, in perfette condizioni di mantenimento, circa 800 euro. Se consideriamo il valore nominale originale ci rendiamo conto di una evoluzione assolutamente unica. Monete he hanno fatto la storia insomma. Esemplari entrati nella mente e nel cuore dei collezionisti e che ci resteranno presumibilmente per tantissimo tempo ancora.

Monete che in qualche modo hanno segnato le nostre vite che si sono imposte per fascino e prestigio e che oggi, forse anche giustamente si fanno desiderare. I collezionisti di tutto il mondo sono ben attenti alle continue evoluzioni di questo esemplare assolutamente magnifico. La storia in questo caso non ci ha ancora raccontato tutto.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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