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Economia e Finanza

Natale e Capodanno: cosa controllare sulla busta paga per non farsi fregare

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Esattamente come durante gli altri mesi dell’anno, anche a Natale e Capodanno la busta paga deve essere osservata bene per non farsi fregare: ecco cosa vedere.

Le buste paga di fine anno sono molto attese dai lavoratori, questo perché includono la tredicesima mensilità, dando di fatto uno stipendio più consistente a ognuno di loro. È un importo fondamentale, soprattutto per affrontare al meglio le spese delle feste: regali, pranzi coi parenti, vacanze e quant’altro, mettono a dura prova i portafogli delle famiglie.

Natale e Capodanno: cosa controllare sulla busta paga per non farsi fregare – trading.it

Proprio per questa ragione la tredicesima offre un sollievo finanziario importante prima di chiudere l’anno e iniziare uno nuovo. Tuttavia, nella busta paga di dicembre c’è anche un’altra voce fondamentale da monitorare per evitare di farsi “fregare”. Anche perché è una cosa che potrebbe portare trattenute o rimborsi. Perciò è fondamentale osservare il documento da cima a fondo non solo per valutare il bilancio annuale, ma anche e soprattutto verificare eventuali discrepanze che potrebbero sorgere.

Busta paga di dicembre: attenzione a questa voce

Abbiamo già detto che nelle buste paghe di dicembre c’è la tredicesima. A questa misura però si va ad aggiungere anche il conguaglio IRPEF, parliamo di una operazione fiscale che ha come obiettivo quello di regolare le imposte dovute rispetto a quelle trattenute nel corso dei dodici mesi.

Busta paga di dicembre: attenzione a questa voce – trading.it

Il conguaglio è un calcolo che viene fatto dal datore di lavoro come sostituto di imposta, in sostanza, determina l’imposta definitiva che spetta al dipendente per l’anno solare. Tale passaggio controlla l’imposta lorda con le detrazioni applicate nei mesi precedenti. Nel caso in cui ci dovesse essere una discrepanza, il lavoratore ha diritto a un rimborso o subire una trattenuta, quindi avere un conguaglio a credito o conguaglio a debito.

Tale procedimento viene applicato anche per la fine dei contratti a termine. Gli altri conguagli, invece, possono essere gestiti attraverso la dichiarazione dei redditi grazie al modello 730 dell’anno successivo. Nel caso in cui le trattenute dovessero essere superiori all’IRPEF netta, il dipendente riceve un rimborso a dicembre. Se, invece, sono inferiori all’imposta, il lavoratore vedrà quella somma trattenuta dal datore di lavoro.

Attraverso il modello 730 possono avvenire altri aggiustamenti, in cui il lavoratore potrebbe integrare detrazioni non comunicate o beneficiare di bonus fiscali. È importante ricordare che il codice tributo 1001 è usato dai datori di lavoro per versare l’IRPEF trattenuta. È un codice che viene indicato nella busta paga con l’indicazione: “IRPEF cod 1001 cong”, per questo è facilmente riconoscibile; in sostanza è la somma che il datore di lavoro versa al Fisco attraverso il modello F24. Questa voce deve essere verificata per bene e il segno più o meno indica se si ha diritto al rimborso o meno.

Isabella Insolia

Classe 1993. Ha una laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali e un Master in Comunicazione. Offre una lente d’ingrandimento sulla società attraverso uno sguardo sulla società: dall’economia alla politica, senza tralasciare il gossip. Ama il cinema e la musica, arti che hanno sempre sciolto quesiti latenti.

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