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Nessuna notifica, ma ti pignorano lo stipendio: è possibile?

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Un debito mai comunicato può trasformarsi in un vero incubo. Nessuna raccomandata, nessun avviso. Eppure, consultando l’estratto di ruolo presso l’Agenzia Entrate Riscossione, compaiono cartelle esattoriali sconosciute.

Nomi, cifre e date che non evocano ricordi, ma sollevano paure concrete: può davvero partire un pignoramento senza aver mai ricevuto nulla? È lecito subire un blocco al conto corrente o alla pensione senza preavviso? La risposta si nasconde tra norme rigide e sentenze recenti.

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La scoperta avviene spesso per caso. Un controllo veloce sul sito dell’Agenzia o la richiesta di un estratto per altre ragioni, ed ecco l’elenco delle cartelle pendenti. Nessuna traccia di notifiche precedenti, né cartacee né digitali. Si cerca di ricordare, si interroga la memoria, ma la sensazione resta una: qualcosa non quadra. A quel punto nasce la necessità di capire come ci si possa difendere. Ma agire subito non è sempre possibile, perché la legge non lo consente in ogni caso.

Cartella esattoriale mai notificata: quando si può reagire

Oggi non si può più impugnare direttamente l’estratto di ruolo contenente una cartella esattoriale mai notificata, tranne in tre casi precisi. Serve dimostrare che quel debito impedisce la partecipazione a un appalto pubblico, blocca la riscossione di somme da enti pubblici o comporta la perdita di un beneficio legato alla Pubblica Amministrazione. Solo in questi casi il ricorso è ammesso immediatamente.

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In tutti gli altri scenari, la legge impone di aspettare. Soltanto quando l’Agenzia invia un atto esecutivo, un pignoramento, un preavviso di fermo o un’ipoteca, si può fare ricorso. È in quel momento che si può eccepire la mancata notifica della cartella esattoriale, chiedendone l’annullamento insieme all’atto stesso.

Come agire legalmente per annullare il debito

La via più solida per difendersi resta il ricorso dopo la ricezione dell’atto successivo. Quando si riceve un atto di pignoramento o altro provvedimento esecutivo, si hanno 60 giorni per presentare opposizione. In quella sede, il contribuente può dimostrare che la cartella non è mai stata notificata, quindi che l’atto poggia su un fondamento inesistente.

Per farlo, è utile allegare l’estratto di ruolo, l’atto ricevuto, e documenti che dimostrino l’inesistenza della notifica, come un certificato di residenza storica o l’assenza di avvisi in posta. Il giudice, se accerta che la notifica non è mai avvenuta, può annullare l’atto esecutivo e il debito collegato.

Nel frattempo, può accadere che l’Agenzia, consapevole dell’irregolarità, scelga di non procedere. Ma l’attesa resta un peso, e l’incertezza una presenza costante. La Corte Costituzionale ha riconosciuto questo disagio, ma ha lasciato al Parlamento il compito di riformare la norma. Fino ad allora, tutto resta congelato tra burocrazia e silenzi.

Gerardo Marciano

Laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico, ha ricevuto un Premio Internazionale alla Carriera conferito dal Senato Accademico della Facoltà di Scienze Aziendali e Sociali di ISFOA. Collabora e scrive articoli su tematiche finanziarie per numerose riviste nazionali e internazionali. È autore e coautore di oltre 40 eBook dedicati alla storia dei mercati e all’analisi statistica delle loro serie storiche. Negli anni ha partecipato, in qualità di esperto di storia dei mercati e statistica, ai principali eventi nazionali nel settore del trading e degli investimenti. È stato ospite di canali televisivi come Class CNBC, Le Fonti TV, Finanza Now, Money TV, e le sue opinioni sono state riprese da testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Il Sole 24 Ore, Alliance News e MF Dow Jones. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero. È stato Amministratore Delegato e proprietario di Proiezionidiborsa.it fino al novembre 2023, un sito che, secondo i dati di Alexa, per diversi mesi è stato tra i primi posti nella classifica dei siti italiani più letti.

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