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Criptovalute

Non solo Bitcoin o Ethereum, molti puntano sulle Stablecoin, cosa sono e perché investire

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Le criptovalute rappresentano oggi il quarto strumento finanziario più popolare tra gli investitori, dietro solo alle azioni, ai fondi comuni e alle obbligazioni. Ecco il ruolo particolare di un gruppo di esse chiamate stablecoin.

Per avere un esempio in termini di proporzioni del giro d’affari, Bitcoin da solo ha una capitalizzazione di mercato pari alle prime 10 più grandi aziende dello S&P 500.

Anche se il Bitcoin è la criptovaluta più conosciuta, ce ne sono numerose altre disponibili. La seconda criptovaluta più grande è Ethereum, che insieme a migliaia di altre contribuiscono alla stupefacente crescita della capitalizzazione di mercato. Solo sette anni fa era di 5,2 miliardi di dollari mentre oggi è intorno ai duemila miliardi.

Dallo storico rimbalzo del 9.500% di Ethereum nel 2017, al rendimento annuale dell’11.100% di Solana nel 2021, gran parte dell’interesse per le criptovalute deriva dall’entusiasmo di un’aspettativa gonfiata dall’ideale libertario su cui si basa il progetto originale. Se in parte la volatilità e i guadagni fuori dal comune di questo settore sono alimentati da una profezia che si auto avvera, sono comunque tanti i loro aspetti innovativi e dirompenti.

Non solo Bitcoin o Ethereum. Cosa sono le Stablecoin e qual è la loro funzione

Uno di questi è rappresentato dalle stablecoin: criptovalute il cui valore è stabilmente legato a quelli delle valute tradizionali o degli asset di cui sono rappresentative, come Dollaro USA e Euro ma anche metalli preziosi come l’oro.

Nate dalla volontà di compensare l’incertezza dovuta alla grande volatilità delle criptovalute questi asset possono rappresentare una alternativa facilmente accessibile agli asset tradizionali. A dispetto di quanto si poteva pensare ancora cinque anni fa, le criptovalute hanno oggi un posto sicuro nell’economia globale e anche nei mercati finanziari regolamentati.

Oggi l’infrastruttura decentralizzata delle criptovalute pone ancora delle barriere significative rispetto all’uso nel mondo reale. L’aspettativa è comunque una integrazione con i sistemi esistenti nei servizi finanziari e in altri settori. In questo percorso sono sicuramente favorite le stablecoin che integrano la tecnologia blockchain con il nostro tradizionale rapporto con il denaro.

Le valute fiat emesse sono considerate da chi le possiede valide a partire dalla promessa di pagamento insite nel loro valore nominale. Oggi rappresentiamo le banconote per mezzo di accrediti digitali, come carte di credito e di debito. Queste sono accettate tramite istituzioni private, non facendo caso e non ponendoci domande rispetto alla loro affidabilità creditizia. Il meccanismo è molto più marcato per gli asset come le criptovalute la cui stabilità può essere compensata creando la versione digitale di asset reali.

Il futuro delle stablecoin è insito nella digitalizzazione delle valute tradizionali

Per questo motivo la logica di fondo che applichiamo al contante e agli accrediti sui depositi bancari, può essere emulata dagli scambi con le stablecoin. Il loro valore è infatti legato a quelli delle valute tradizionali o degli asset di cui sono rappresentative. Le stablecoin, come Tether, USD Coin, Binance USD, Dai e Terra USD, possono venire scambiate o utilizzate per proteggersi dal rischio senza passare per mercati come il Forex o broker regolamentati sul circuito tradizionale. Oltre a questo, è possibile garantirsi un deposito con le caratteristiche di un conto corrente e l’assenza dei costi tipici associati a essi.

Esiste quindi una differenza fondamentale tra le criptovalute ordinarie e le stablecoin. Il valore di queste ultime rimane vincolato a quella degli asset a cui vengono associate. Viene così prevenuta la volatilità eccessiva ma di conseguenza anche i guadagni straordinari che caratterizzano questo mercato.

Per questo motivo non bisogna cadere nell’errore di investire su una stablecoin a fini speculativi. Gli investitori possono utilizzarle per convertire velocemente e a basso costo una criptovaluta in un asset più sicuro e stabile. Questo può essere fatto senza barriere d’ingresso ed eventualmente usando le stablecoin bene rifugio. Il quadro normativo delle stablecoin non è ancora completamente chiaro e si ritiene possano rappresentare delle incognite per le divise tradizionali, in quanto sono in grado di copiarne funzione e valore.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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