Tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 il Tesoro torna sul mercato con una nuova emissione di BOT a sei mesi. Date, importi, regole di asta e costi per i risparmiatori delineano un appuntamento chiave per chi guarda ai titoli di Stato a breve termine. Capire come funziona il collocamento diventa decisivo per valutare se e come partecipare.
Nel calendario finanziario di gennaio 2026, l’attenzione degli investitori si concentra sulle emissioni di BOT annunciate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il collocamento di un BOT semestrale rappresenta un passaggio rilevante per il mercato dei titoli di Stato, sia per la gestione del debito pubblico sia per i risparmiatori interessati a strumenti a breve scadenza. Asta competitiva, rendimento, commissioni massime, Banca d’Italia e Specialisti in titoli di Stato sono le parole chiave che definiscono un’operazione tecnica ma con effetti concreti sul risparmio. Dietro le date ufficiali e i codici ISIN, si muove un meccanismo che coinvolge operatori finanziari, intermediari e sottoscrittori finali, con regole precise e tempi scanditi.
BOT a sei mesi gennaio 2026: come funziona l’emissione e cosa sapere prima di investire
L’operazione riguarda un BOT a 6 mesi, con durata di 182 giorni, identificato dal codice ISIN IT0005692485. Il titolo viene emesso il 30 gennaio 2026 e giunge a scadenza il 31 luglio 2026, collocandosi tra gli strumenti di breve periodo utilizzati dal Tesoro per il rifinanziamento. L’importo offerto raggiunge i 7,5 miliardi di euro, una cifra che si inserisce nel quadro dei BOT in scadenza nello stesso periodo, caratterizzato da una presenza significativa di titoli semestrali già in circolazione.
Il calendario delle operazioni scandisce tempi precisi. La prenotazione da parte del pubblico si apre il 27 gennaio 2026, mentre il 28 gennaio rappresenta il termine per la presentazione delle domande in asta da parte degli operatori, entro le ore 11.00. Nella giornata del 29 gennaio si svolge il collocamento supplementare, riservato agli Specialisti che hanno partecipato all’asta ordinaria, con chiusura alle ore 15.30. Il regolamento dell’operazione avviene il 30 gennaio 2026, data di emissione del titolo.
Il MEF utilizza il sistema dell’asta competitiva, nel quale gli operatori indicano il rendimento richiesto. Ogni partecipante può presentare fino a cinque richieste e deve indicare un importo minimo pari a 1,5 milioni di euro per ciascuna domanda. Il rendimento si esprime in termini percentuali, con variazioni ammesse di un millesimo di punto o multipli. Il meccanismo di aggiudicazione privilegia le richieste con rendimento più basso, fino al raggiungimento dell’importo complessivo offerto.
Per il pubblico retail, la sottoscrizione avviene tramite intermediari finanziari, con un taglio minimo di 1.000 euro. Un elemento centrale riguarda i costi, perché per i BOT a 182 giorni la commissione massima applicabile alla clientela non può superare lo 0,10%, un limite che incide direttamente sul rendimento netto per il risparmiatore. Il prezzo fiscale di riferimento coincide con il prezzo medio ponderato della prima tranche, calcolato in base al rendimento medio emerso dall’asta.
Dal punto di vista operativo, la Banca d’Italia gestisce la fase di compensazione e liquidazione, in linea con la dematerializzazione dei titoli di Stato. I BOT esistono come scritture contabili e vengono accreditati automaticamente sui conti degli intermediari aggiudicatari, che a loro volta regolano le posizioni dei sottoscrittori. Una volta superati i termini stabiliti, le richieste non risultano più modificabili o ritirabili, rendendo fondamentale il rispetto delle scadenze.