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Parità di stipendio donne uomini: il disegno di legge prova a fare luce

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Lo stipendio uguale per donne ed uomini, basta situazioni di profonda differenza tra le parti e disuguaglianza di genere.

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Il Governo guarda ad un a nuova importantissima tematica, nuova si fa per dire. La questione parità stipendio da donne ed uomini è finalmente arrivata in Parlamento con un disegno di legge che ora dovrà passare al Senato. Alla Camera il progetto politico è passato con 393 voti favorevoli. Si attende ora l’esito della consultazione in Senato per capire quanto da teorico il disegno possa diventare realmente valido d abbracciare nella vita reale una serie di istanze e difficoltà che abitano il mondo del lavoro nel nostro paese.

Secondo uno studio effettuato dalla Banca d’Italia, la differenza di salario tra uomo e donna varrebbe circa il 7% del Pil, un bell’impegno insomma considerato che si vorrebbe, almeno in teoria equiparare le retribuzioni tra donne ed uomini. Il Disegno di legge che lo scorso 13 ottobre è stato approvato alla Camera, vorrebbe istituire una certificazione di parità per provare a tenere quanto più sotto controllo possibile la situazione sul territorio nazionale in merito ad eventuali differenze di trattamento di genere.

Parità di stipendio: cosa prevede il testo approvato alla Camera ad inizio lo scorso 13 ottobre

Lo scorso 13 ottobre il testo approvato alla Camera ha provato ad apportare significative modifiche alla metodologia che determina il trattamento retributivo di donne ed uomini. Alcuni miglioramenti sono intesi per quel che riguarda il rischio di vere e proprie discriminazioni in ambito lavorativo, con una proposta che tenderà a rendere quasi nulle le differenze di trattamento tra sessi, considerate tutte le difficoltà che finora hanno governato la dinamica. Discriminazioni presenti sempre e comunque praticamente da sempre, inutile nasconderlo.

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Lo stesso testo di legge definisce nei dettagli in cosa consiste il concetto di discriminazione tra genere nel mondo del lavoro. Tre le dinamiche troviamo:
  • posizione di svantaggio rispetto alla generalità degli altri lavoratori;
  • limitazione delle opportunità di partecipazione alla vita o alle scelte aziendali;
  • limitazione dell’accesso ai meccanismi di avanzamento e di progressione nella carriera.

Inoltre come accennato in precedenza con l’introduzione della certificazione della parità di genere, dal 1° gennaio 2022 ci si pone l’obiettivo di tenere sotto controllo le misure adottate dai vari datori di lavoro ed arrivare ad una condizione in cui si verificano le seguenti situazioni:

  • pari opportunità di crescita in azienda
  • parità salariale a parità di mansioni
  • politiche di gestione delle differenze di genere
  • tutela della maternità

Tale certificazione dovrà quindi essere presente in ogni azienda pensa una serie di sanzioni non proprio piacevoli per il datore di lavoro. Il Governo insomma accenna una reazione anche importante in merito ad una discriminazione vera e propria che quotidianamente milioni di donne purtroppo vivono sul posto di lavoro.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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