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Economia e Finanza

Pensione commercianti: come comportarsi quando si percepisce l’IndCom

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Come per tutti gli altri contribuenti, anche la pensione commercianti matura con il raggiungimento del requisito anagrafico di 67 anni d’età.

Alcuni commercianti percepiscono la cosiddetta IndCom, ovvero l’indennità per cessazione definitiva dell’attività commerciale, che può essere percepita già a 62 anni per gli uomini e 57 anni per le donne.

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Ovviamente requisiti anagrafici, da soli non bastano ad ottenere il riconoscimento economico. Per ricevere l’indennità è, infatti, necessario aver:

  • maturato almeno di 5 anni di contributi obbligatori versati nelle casse dell’INPS;
  • cessato l’attività commerciale, con cancellazione licenza;
  • effettuato la rottamazione della licenza commerciale.

Quando il contribuente raggiungerà l’età anagrafica per andare in pensione ordinaria, ovvero 67 anni di età, egli potrà passare dall’indennità alla pensione vera e propria.

Il passaggio da IndCom alla pensione avviene al raggiungimento del requisito anagrafico previsto dalla legge ed è un’opportunità riconosciuta agli iscritti nella Gestione Commercianti.

Quando avviene il passaggio vuol dire che il contribuente smette di percepire l’indennizzo per cessata attività commerciale e inizia a ricevere l’assegno di pensionamento.

In sostanza, l’IndCom rappresenta un ammortizzatore sociale che serve a offrire un sostegno economico al commerciante, fino alla maturazione della pensione vera e propria.

Pensione commercianti: decadenza dell’indennizzo commercianti

Secondo quanto stabilito dalla normativa attuale, al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, decade il diritto ad indennizzo commercianti. Tuttavia, il procedimento non è automatico e, dunque, la trasformazione dal indennizzo commercianti in pensione avviene solo su presentazione di un’apposita domanda.

Dunque, l’ex commerciante che percepisce l’IndCom al raggiungimento di 67 anni di età può smettere di percepire l’indennizzo commercianti e acquista il diritto ad ottenere la pensione di vecchiaia. Di fatto, l’importo economico riconosciuto al contribuente non è lo stesso.

L’indennizzo rappresenta un ammortizzatore sociale e, in quanto tale, ha un importo fisso, uguale per tutti. La pensione, invece, è calcolata in base alla somma dei contributi versati durante il periodo lavorativo.

Nella maggior parte dei casi la pensione è più alta dell’indennizzo, soprattutto se il contribuente ha svolto un’attività lavorativa di almeno 20 anni con i relativi versamenti contributivi.

Per presentare la domanda, e fare in modo che avvenga il passaggio dall’indennità alla pensione, occorre eseguire una procedura telematica. Il soggetto interessato deve, infatti, utilizzare il servizio online fermo restando che c’è la possibilità di rivolgersi ad un CAF o telefonare al Contact Center telefonico dell’INPS.

L’importo che generalmente è riconosciuto ai contribuenti per la rottamazione delle licenze commerciali, corrisponde a €516 al mese. L’assegno è erogato il primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda in via telematica all’INPS. I contribuenti riceve 13 mensilità all’anno, fino alla maturazione dei requisiti che danno accesso alla pensione di vecchiaia.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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