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Economia e Finanza

Pensioni: arriva un ‘regalo’ per la Befana, aumento per tutti da gennaio 2022

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In arrivo un aumento sulle pensioni per effetto della rivalutazione, l’aumento sarà applicato già dal primo gennaio 2022.

Pensioni: arriva aumento per tutti da gennaio 2022

Le pensioni ogni anno sono soggette alla rivalutazione, nel 2020 l’aumento non c’è stato perché l’inflazione era negativa, quindi, le pensioni non sono state rivalutate. Il problema dell’aumento delle pensioni sono sempre i fondi che mancano, infatti, per adeguare le pensioni, secondo una stima, servirebbero circa 4 miliardi. Inoltre, da considerare anche che l’esborso è maggiore in quanto l’aumento del tasso di inflazione è superiore a quanto previsto.

Pensioni: aumento per tutti da gennaio 2022

Ogni anno le pensioni sono adeguate con il meccanismo della perequazione. Difficile adesso stabilire di quanto sarà l’aumento, in quanto il governo deve decidere prima quale metodo adottare. In linea di massima, se ci soffermiamo al Governo Conte, l’aumento si dovrebbe aggirare da un valore di  126 euro fino ad arrivare a 484 euro annui per le pensioni basse che riceveranno una rivalutazione piena. Riceveranno un aumento inferiore coloro che hanno pensioni medio-alte.

In effetti, per capire esattamente come funziona l’aumento, bisogna considerare il meccanismo di calcolo che sarà effettuato. La scelta al momento spetta al Governo che, dovrà basarsi sul metodo dei tre scaglioni Prodi o il metodo a fasce utilizzato nell’anno 2014 dal governo Letta. Secondo il programma dovrebbe ritornare il metodo dei tre scaglioni Prodi, ma non è escluso che il Governo in sede di Legge di Bilancio, per limitare i costi, proponga nuovi tagli. Esaminiamo in breve le due opzioni.

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Meccanismo di rivalutazione Prodi

Il metodo Prodi prevede tre scaglioni di perequazioni, suddivisi nel modo seguente:

a) 100% per assegni pensione inferiori a quattro volte il trattamento previdenziale minimo;

b) 90% per assegni pensione compresi tra quattro o cinque volte il trattamento previdenziale minimo;

c) 75% per assegni pensione superiori alle cinque volte.

Meccanismo attualmente in vigore: metodo Letta

Il meccanismo attualmente in vigore utilizzato dal governo Letta, prevede la perequazione a fasce, ed esattamente:

a) 100% con importi inferiore a quattro volte il trattamento minimo;

b) 77% per importi compresi tra quattro o cinque volte il trattamento minimo;

c) 52% per importi compresi tra cinque o sei volte il trattamento minimo;

d) 47% per importi compresi tra sei o otto volte il trattamento minimo;

e) 45% per importi compresi tra otto e nove volte il trattamento minimo;

f) 40% per importi da nove volte in sù.

Ricordiamo che l’aumento è automatico e non bisogna presentare nessuna domanda.

Perequazione costosa per le casse dello Stato

A prescindere da quale meccanismo sia adottato la spesa da affrontare per lo Stato è alta. Il ritorno al meccanismo Prodi prevede un esborso di circa 4,4 miliardi di euro, che dovranno essere stanziati nella prossima Legge di Bilancio. Mentre, se si opera il meccanismo previsto nel decreto legge n. 4/2019 con le sei fasce sopra esposte, la spesa si riduce a 3,9 miliardi di euro. Sicuramente arriverà un regalo importante, denominato “regalo Befana” per l’anno 2022 che risolleverà anche di poco i pensionati.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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