Per il rimborso nel 730, devi scaricare la fattura: lo precisa l’AdE, sono in molti a non saperlo e rischiano un controllo fiscale con la perdita del bonus

Scaricare la fattura elettronica non è una formalità: per ottenere il rimborso fiscale o la detrazione IVA, è necessario visualizzare il documento all’interno dell’area riservata. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risposta 435/2023, sottolineando che la sola disponibilità della fattura non basta a far maturare il diritto.
Molti contribuenti e professionisti ritengono, erroneamente, che la presenza della fattura nel sistema dell’Agenzia sia sufficiente per ottenere i benefici fiscali. In realtà, è richiesta un’azione attiva: la cosiddetta presa visione, cioè l’accesso al file nella propria area riservata sul portale “Fatture e Corrispettivi”. Il mancato scarico del documento può comportare la perdita di bonus, rimborsi nel 730 e detrazioni IVA, con conseguente rischio di controlli e sanzioni.

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Per il rimborso nel 730, devi scaricare la fattura: lo precisa l’AdE, sono in molti a non saperlo e rischiano un controllo fiscale con la perdita del bonus – trading.it

È un principio ribadito nella risposta ufficiale 435/2023, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, che fa riferimento ai casi di mancato recapito tramite il Sistema di Interscambio e alla disponibilità della fattura nell’area autenticata del contribuente.

La presa visione come condizione essenziale per il diritto alla detrazione

Il provvedimento 89757/2018 e la circolare 1/E/2018 chiariscono che una fattura elettronica non consegnata dal SdI viene resa disponibile nell’area riservata del destinatario. Tuttavia, la sola disponibilità non implica il “possesso” del documento. Secondo la risposta 435/2023, il diritto alla detrazione nasce solo al momento della “presa visione”, cioè quando l’utente consulta o scarica il documento. Questa azione determina l’avverarsi del presupposto formale che, insieme a quello sostanziale (l’esigibilità dell’IVA), legittima la detrazione. L’Agenzia delle Entrate aggiunge che la presa visione non può essere rimandata arbitrariamente: il contribuente ha il dovere di monitorare la propria area personale e scaricare tempestivamente le fatture, pena la decadenza dal diritto.

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La presa visione come condizione essenziale per il diritto alla detrazione – trading.it

Non è quindi sufficiente che la fattura sia “disponibile” nel sistema: senza scarico o consultazione, manca il possesso giuridico e, quindi, viene meno la possibilità di usufruire della detrazione nella liquidazione periodica.

Conseguenze fiscali per chi non scarica la fattura in tempo

Secondo fonti autorevoli come Il Sole 24 Ore, FiscoOggi e Studio Eutekne, l’inerzia del contribuente comporta la perdita definitiva della detrazione, anche se l’operazione è legittima e documentata. Questo principio è stato applicato anche al modello 730: chi non ha scaricato le fatture entro i termini potrebbe vedere disconosciuti i rimborsi e subire controlli fiscali. Ad esempio, un contribuente che ha ricevuto nel 2021 una fattura elettronica disponibile ma mai scaricata fino al 2023, non potrà esercitare la detrazione sull’IVA. I software dell’Agenzia, in fase di controllo automatizzato, possono individuare queste discrepanze, generando lettere di compliance o avvisi bonari.

Il problema riguarda soprattutto contribuenti che affidano la contabilità a terzi senza verifica autonoma o coloro che ricevono fatture su canali errati (es. PEC non monitorata). Per evitare rischi, è essenziale accedere regolarmente al portale dell’Agenzia, controllare la presenza di fatture non recapitate e scaricarle entro i termini stabiliti dall’articolo 19 del DPR 633/1972. Il rispetto di questi adempimenti è fondamentale per non perdere bonus fiscali, evitare sanzioni e garantire la piena legittimità della propria posizione contabile.

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