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Economia e Finanza

Permessi Legge 104, a risentirne è la busta paga: quanti soldi si perdono

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I lavoratori invalidi o che assistono un familiare con disabilità grave, possono fruire dei permessi Legge 104. Ma quando incidono sulla busta paga?

Permessi Legge 104 e busta paga

Molti i Lettori che pongono questa domanda agli esperti di Trading.it, preoccupati di ricevere uno stipendio inferiore. Oppure, che i permessi Legge 104, possano incidere sulla tredicesima o sul trattamento di fine rapporto (TFR) o fine servizio (TFS).

In effetti, la Legge 104 prevede che il lavoratore dipendente affetto da disabilità o che assista un familiare con handicap grave, può fruire di tre giorni di permesso al mese (frazionabili anche a ore).

I permessi Legge 104 sono coperti da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici. Il lavoratore in busta paga riceve una somma analoga a quella a cui avrebbe diritto a titolo di stipendio. La differenza è sul pagamento del permesso, infatti, non è a carico del datore di lavoro ma dell’INPS.  L’importo spettante a titolo di retribuzione è anticipato dal datore di lavoro e poi rimborsato dall’INPS attraverso una compensazione delle somme dovute.

I permessi Legge 104 sono indicati in busta paga con una voce specifica nella colonna dei componenti della retribuzione spettante.

Questa tipologia di permessi è da aggiungere ai permessi retribuiti previsti dal contratto collettivo di lavoro.

Come si calcolano i permessi Legge 104 in busta paga?

L’importo dei permessi è calcolato in base all’ultima mensilità di stipendio che precede il periodo di permesso. Il calcolo si basa solo sulle componenti fisse relative alla retribuzione. Ogni anno l’INPS comunica i tetti massimi a cui fare riferimento.

LEGGI ANCHE>>>Legge 104: per i 3 giorni di permesso bisogna presentare domanda?

Inoltre, come chiarito dalla circolare INPS numero 155 del 3 dicembre 2020 i permessi Legge 104 non indicono sulla tredicesima e sul TFR o TFS. In effetti, come si evince dalla circolare la quota della tredicesima mensilità e delle altre mensilità aggiuntive previste nel contratto collettivo del lavoro, come ad esempio la quattordicesima mensilità, devono essere incluse nella retribuzione giornaliera. Quindi, il datore di lavoro non deve corrispondere al lavoratore le mensilità aggiuntive perché già corrisposte dall’INPS.

Rispondendo ai nostri Lettori, i permessi Legge 104 non incidono negativamente sulla busta paga. Inoltre, non sono penalizzanti per il TFR, la tredicesima mensilità e le mensilità aggiunte. L’INPS accredita una contribuzione figurativa senza oneri a carico del lavoratore che non compromette né la misura, né il diritto alla pensione.

Inoltre, i permessi non comportano una diminuzione dei giorni di ferie spettanti al lavoratore.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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