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Piazza Affari, lunedì 22 marzo: apertura negativa, vendite su Unicredit

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L’avvio degli scambi nella borsa di Milano, i titoli migliori e i titoli peggiori, con una panoramica delle principali borse europee. Vediamo su cosa si concentrerà l’attenzione degli operatori nella settimana appena iniziata.

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Apertura di settimana in rosso per Piazza Affari e per tutti i principali mercati azionari europei. Il listino milanese è quello che sta tenendo meglio in questi primi minuti di negoziazioni, con una perdita comunque contenuta. Partenza negativa anche per i contratti future dei principali indici statunitensi.

A circa 15 minuti dall’avvio delle contrattazioni, infatti, queste sono le performance registrate dai principali indici azionari del vecchio continente:

  • FTSE MIB (Milano): -0,20%
  • FTSE 100 (Londra): -0,31%
  • DAX (Francoforte): -0,50%
  • CAC 40 (Parigi): -0,59%
  • IBEX 35 (Madrid): -1,55%

L’indice europeo Euro Stoxx 50 fa registrare una performance di -0,40% rispetto alla chiusura della scorsa settimana.

Si registrano, in apertura di seduta, ben 8.800.000 euro di volumi scambiati nella borsa di Milano, operatori molto attivi nei primi minuti di negoziazione della settimana.

Lo spread BTP/Bund risulta pari a 97 punti base, vicino ai livelli osservati in chiusura della scorsa settimana. Il BTP decennale ha un rendimento pari allo 0,67% annuo.

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Titoli migliori del FTSE MIB

Tra i titoli che in apertura di seduta stanno facendo registrare dei rialzi a Piazza Affari, vanno segnalati:

  • Saipem: +2,40%
  • Ferrari: +1,07%
  • Unipol: +,0,80%
  • STMicroelectronics: +0,78%
  • Fineco Bank: +0,76%

Titoli peggiori del FTSE MIB

Tra i titoli, invece, più venduti tra quelle quotati nel listino milanese in avvio degli scambi, vi sono:

  • Unicredit: -1,83%
  • Telecom Italia: -1,51%
  • Tenaris: -1,46%
  • Stellantis: -1,24%
  • ENI: -1,22%

I temi principali della settimana appena iniziata

Gli argomenti più discussi tra gli operatori finanziari, durante la settimana appena iniziata, non dovrebbero cambiare: l’attenzione sarà, infatti, rivolta principalmente ai rendimenti dei titoli di Stato Usa e sulle conseguenze che, in ottica di breve termine, questi dovrebbero determinare sulle posizioni degli investitori del mercato azionario. La scorsa settimana il presidente della Fed ha ribadito che i tassi resteranno bassi ancora per anni, spingendo il decennale Usa in area 1,70%: livello che rappresenta il massimo degli ultimi 14 mesi. Su questo tema, bisognerà osservare  l’andamento delle aste dei titoli di Stato Usa con scadenza a 2,5 e 7 anni, per complessivi 180 miliardi di dollari, previsti per questa settimana.

Sono attesi, invece, nella giornata odierna gli interventi di numerosi esponenti delle banche centrali. Per quanto riguarda la zona euro, sono previste le conferenze del capo economista della BCE Lane e del consigliere esecutivo Schnabel. Per le ore 14:00 italiane è, invece, programmato un intervento del governatore della Fed, Jerome Powell, a cui seguiranno nel corso della serata quelli del presidente della Fed di Richmond, Barkin, del presidente della Fed di San Francisco, Daly, e del vicepresidente responsabile delle attività di supervisione bancaria della Fed, Randal Quarles.

L’attenzione è focalizzata, in Europa, sullo sviluppo della campagna vaccinale di contrasto al Covid-19: a preoccupare è la diffusione della pandemia in Europa e l’eccessiva lentezza con cui stanno procedendo le vaccinazioni nel vecchio continente. Infatti, mentre gli Stati Uniti prevedono di completare la vaccinazione per tutti gli adulti entro l’1 Maggio e il Regno Unito fa registrare già oltre 26 milioni di persone vaccinate, l’Europa è ancora molto indietro, compresa la Germania, dove la cancelliera Angela Merkel avrebbe intenzione di estendere il lockdown attualmente in corso fino a fine aprile, in virtù della crescente diffusione del contagio.

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Secondo i calcoli pubblicati da Reuters, da inizio pandemia, le vittime in Europa hanno superato il milione e rappresentano circa il 35,5% di quelle registrate a livello mondiale e, i ritardi di cui si parlava al riguardo della campagna vaccinale, potrebbero generare effetti negativi sulla ripresa economica del continente.

 

 

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