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BTP per proteggersi dall’inflazione: bisogna puntare sui Titoli di Stato a lungo termine

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E’ possibile proteggersi dall’inflazione che sta attaccando i risparmi di migliaia di italiani, infatti, ci sono dei metodi a lungo termine davvero utili per contrastarne l’aumento. Scopriamo insieme di cosa si tratta e facciamo un po’ di luce in merito alla questione. 

Negli ultimi tempi i risparmi dei cittadini non sono più al sicuro; infatti, c’è una “tassa occulta” che potrebbe davvero far perdere tantissimo denaro. Si tratta del tasso di inflazione, che sta colpendo i risparmi depositati in conto corrente di tante persone, infatti, non si tratta di una vera e propria tassa bensì di una reale perdita del potere di acquisto.

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Una prassi comune è quella di lasciare i propri risparmi in giacenza sul conto corrente: tuttavia, questa scelta è sbagliata poiché ci potremmo ritrovare con una somma di denaro minore rispetto a quella depositata. Non si tratta di una vera e propria riduzione di denaro bensì di una perdita del proprio potere di acquisto. Nonostante ciò, esistono dei metodi per proteggersi dal tasso di inflazione a lungo termine. Scopriamo insieme di cosa si tratta e facciamo un po’ di luce in merito alla questione.

E’ possibile proteggersi dall’inflazione con questi metodi a lungo termine: ecco di cosa si tratta

Una delle soluzioni migliore per proteggere i propri risparmi dall’aumento dell’inflazione resta sicuramente quella di investire in BTP ovvero, Buoni del Tesoro Poliennali. Infatti, di recente sono stati collocati sul mercato BTP con rendimenti da sogno. Nella maggioranza dei casi, però, si tratta di Buoni del Tesoro a lunga durata. Infatti, coloro che avessero liquidità da destinare ad un investimento a lungo termine potranno scegliere i Titoli di Stato di lunga durata.

Con un investimenti mirato in questi Buoni del Tesoro, si potrebbe davvero combattere l’aumento recente dei tassi di inflazione. Infatti, vi sono alcuni Titoli di Stato con 15 anni di durata che possono offrire dei rendimenti davvero considerevoli, utili a combattere anche l’aumento dell’inflazione. I titoli in questione sono:

  • BTP 1 febbraio 2037 e cedola 4% (ISIN: IT0003934657)
  • BTP 1 marzo 2037 e cedola 0,95% (ISIN: IT0005433195)

Queste due tipologie di Buoni quinquennali rappresentano sicuramente delle importanti possibilità di investimento utili a limitare l’impatto del tasso di inflazione sui propri risparmi: inoltre, entrambi offrono un rendimento davvero ottimo. Scopriamo insieme quale dei due è il migliore e facciamo un po’ di chiarezza sulla questione. 

Quale BTP scegliere per il proprio investimento? Facciamo un po’ di chiarezza

Quando si parla di investimenti in Titoli quotati sui mercati regolamentati è difficile stabilire con assoluta certezza quale sia il migliore: infatti, anche in questo caso la scelta tra i due BTP è davvero complicata. La scelta dell’investimento migliore parte dalla prospettiva che l’investitore ha dello stesso poiché i rendimenti dei due titoli: quello a Febbraio 2037 e quello a Marzo 2037 è quasi identica, così come lo sono anche le potenzialità.

Tuttavia, vi sono alcune particolarità che rendono i due BTP interessanti. Nel dettaglio, si tratta dell’obiettivo che si vuole perseguire investendo i propri risparmi in tali strumenti: infatti, qualora si volesse speculare al rialzo sulle quotazioni, il BTP indicato per tale obiettivo è quello del 1° Marzo 2037. Invece, qualora l’obiettivo fosse quello di proteggere i propri risparmi dall’inflazione la scelta migliore sarebbe quella di investire sul BTP con scadenza al 1° Febbraio 2037.

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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