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Economia e Finanza

Questo BTP potrebbe arrivare a guadagnare anche il 15% oltre alla cedola del 3,25%. Ecco il perchè

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Il 2025 si profila come un anno cruciale per i mercati finanziari, con la BCE al centro della scena. I possibili tagli ai tassi di interesse potrebbero trasformare il panorama economico e ridefinire l’attrattiva dei Buoni del Tesoro Poliennali (BTP).

Cosa accadrebbe ai prezzi e ai rendimenti in caso di una riduzione dei tassi dello 0,5%, dell’1,5% o se la BCE decidesse di non intervenire? Scopriamo insieme le implicazioni di questi scenari per gli investitori.

Questo BTP potrebbe arrivare a guadagnare anche il 15% oltre alla cedola del 3,25%-trading.it

Gli analisti prevedono che la BCE possa ridurre i tassi di interesse di 25 punti base già nella prima riunione di gennaio, portando il tasso sui depositi al 2,75%. Successivamente, altri tagli potrebbero seguire, arrivando potenzialmente all’1,5% entro fine anno. Questo quadro è il risultato di un’economia eurozona che fatica a crescere, con paesi come la Germania in difficoltà e un’inflazione che si avvicina al target del 2%.

Dopo un 2024 caratterizzato da una politica di allentamento monetario, la BCE sembra pronta a continuare su questa strada. Tuttavia, ogni decisione dipenderà dall’andamento dell’inflazione e dalla debolezza economica di paesi come la Germania ma anche dal contesto geopolitico, quindi nulla deve apparire per scontato. Per gli investitori in BTP, questi sviluppi offrono opportunità significative, ma anche l’esigenza di una strategia ben ponderata.

Ipotizzando i tagli ai tassi della BCE: da -0,5% a -1,5%

Se la BCE decidesse di ridurre i tassi di interesse dell’1%, il prezzo dei BTP subirebbe un forte apprezzamento. Prendiamo come esempio il BTP con tasso fisso del 3,25% e scadenza a marzo 2038, attualmente quotato a 95,35 (al 31 dicembre 2024). Con una duration modificata di 10,24, una riduzione dei tassi dell’1% porterebbe il prezzo a circa 105,12, un aumento del 10,24%*. Questo renderebbe il titolo molto appetibile, anche se il rendimento netto si ridurrebbe sensibilmente.

Ipotizzando i tagli ai tassi della BCE-trading.it

Ma cosa accadrebbe in caso di un taglio più aggressivo, dell’1,5%*? Utilizzando la stessa formula, il prezzo salirebbe del 15,36%*, portandolo a circa 109,95.

Questo significherebbe un guadagno di capitale ancora maggiore, ma con un rendimento netto ulteriormente ridotto, potenzialmente sotto il 2,5%. I titoli a lunga scadenza diventerebbero in questo caso strumenti ideali per chi cerca stabilità, ma meno vantaggiosi per chi punta su rendimenti elevati.

In uno scenario meno drastico, con un taglio dello 0,5%*, l’aumento del prezzo sarebbe più contenuto, raggiungendo circa il 5,12% e portando il valore del titolo a 100,23, vicino alla parità. Anche in questo caso, il rendimento netto calerebbe, ma in modo meno marcato rispetto a un taglio dell’1%. Questi movimenti dimostrano come i titoli a lunga scadenza, come i BTP, possano offrire opportunità di guadagno in un contesto di tassi decrescenti.

Se invece la BCE decidesse di non intervenire sui tassi, il prezzo del BTP rimarrebbe stabile intorno ai livelli attuali di 95,35, con un rendimento lordo del 3,73% (il rimborso a scadenza sarà comuqnue 100). In questo scenario, i BTP continuerebbero a offrire cedole competitive, pur perdendo un po’ di attrattiva rispetto a titoli più rischiosi o con potenziale di crescita.

Cosa accadrebbe per questo BTP  invece, se la BCE alzasse i tassi? Sempre in base alla formula della duration modificata, le perdite (il prezzo potrebbe scendere) potrebbero andare dal 5,12% al 15% ca, con rialzi rispettivi di 0,5% fino a 1,50%.

Ricordiamo comunque che i BTP alla scadenza verrano rimborsati a 100.

Strategie di investimento per il 2025: cosa fare con i BTP?

Ogni scenario presenta opportunità uniche ma anche rischi. In caso di tagli ai tassi, chi possiede già BTP potrebbe approfittare dell’apprezzamento del prezzo per realizzare guadagni di capitale, mentre i nuovi investitori potrebbero affrontare rendimenti più bassi. Se i tassi rimanessero invariati, invece, i BTP continuerebbero a essere una scelta solida per chi cerca stabilità e cedole affidabili.

La chiave per affrontare il 2025 è come consigliano gli esperti, è la diversificazione. Spesso i loro consigli sono quelli di integrare nel proprio portafoglio una combinazione di titoli a breve e lunga scadenza, perchè in questo modo si potrebbe bilanciare il rischio e il rendimento. Inoltre, andrebbero seguite attentamente le mosse della BCE e i dati economici per anticipare e/o seguire i movimenti del mercato.

*Attenzione! Sono previsioni e non è detto che si avverino. Per i calcoli e le previsioni viene usata la formula di matemtica finanziaria della duration modificata.

Gerardo Marciano

Laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico, ha ricevuto un Premio Internazionale alla Carriera conferito dal Senato Accademico della Facoltà di Scienze Aziendali e Sociali di ISFOA. Collabora e scrive articoli su tematiche finanziarie per numerose riviste nazionali e internazionali. È autore e coautore di oltre 40 eBook dedicati alla storia dei mercati e all’analisi statistica delle loro serie storiche. Negli anni ha partecipato, in qualità di esperto di storia dei mercati e statistica, ai principali eventi nazionali nel settore del trading e degli investimenti. È stato ospite di canali televisivi come Class CNBC, Le Fonti TV, Finanza Now, Money TV, e le sue opinioni sono state riprese da testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Il Sole 24 Ore, Alliance News e MF Dow Jones. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero. È stato Amministratore Delegato e proprietario di Proiezionidiborsa.it fino al novembre 2023, un sito che, secondo i dati di Alexa, per diversi mesi è stato tra i primi posti nella classifica dei siti italiani più letti.

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