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Reddito di cittadinanza, post elezioni cosa può cambiare? Partiti e proposte

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L’Italia si prepara al voto del 25 settembre per elezioni politiche, e tra i temi caldi c’è il Reddito di Cittadinanza: le proposte dei partiti

L’Italia si sta avvicinando alle elezioni politiche e alla giornata di voto che, come noto, avrà luogo il 25 settembre: è iniziata la campagna elettorale e tra i punti dei diversi programmi un tema riguarda il reddito di cittadinanza: quali le proposte da parte dei partiti al riguardo? Dettagli a seguire.

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Il giorno venticinque settembre sarà dunque quello delle elezioni e via via, giorno dopo giorno, prendono forma i programmi elettorali dei vari partiti politici. Tanti gli elementi su cui è alta l’attenzione e diversi gli aspetti che possono suscitare interesse. E proprio tra i vari temi, di certo l’attenzione di molti si focalizza sul RdC.

Ecco dunque che, come si legge su I-dome.com, si possono andare ad approfondire quelle che sono le diverse opinioni dei vari partiti in campo, i quali concorreranno alle elezioni, Proprio su tale aspetto.

Reddito di cittadinanza – elezioni: le proposte dei vari partiti

Argomento dunque di grande rilevanza, quello inerente il Reddito di cittadinanza, al cui riguardo gli spunti d’approfondimento non mancano: si pensi ad esempio alle distrazioni da evitare e perché può arrivare un importo più basso del RdC.

Oppure ancora, quando arrivano i pagamenti ad agosto del RdC: occhio alle date, riviste in ottica festività.

Tornando invece al tema in oggetto, come detto approfondito da I-dome.com, in difesa della misura tra i partiti che concorreranno alle elezioni politiche, vi è il Movimento 5 stelle. Nel relativo programma elettorale, nel dettaglio in merito al cap. legato alle politiche del lavoro, si legge che si punta ad un “rafforzamento” del RdC. Andando a rendere maggiormente efficiente “il sistema delle politiche attive“. E anche circa un “monitoraggio delle misure antifrode“.

Passando invece al Cdx, di recente il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Ciriani. Ha avuto modo di affermare che il RdC “va cancellato”. Spiegando che un conto è il dovere inerente l’aiuto nei confronti di coloro che sono in difficoltà perché non possono lavorare, altro aspetto invece è “regalare un assegno di Stato a chi non vuole lavorare”.

Nel programma del Cdx – spiega I-dome.com – si fa riferimento genericamente ad una sostituzione del RdC con “misure più efficaci”. Circa l’inclusione sociale. E anche in merito a “politiche attive” legate a formazione. E ad inserimento nel mercato lavorativo.

In merito poi al PD, vi è la proposta circa una riforma. Sulle indicazioni della commissione Saraceno. A favore di famiglie maggiormente numerose e con figli minorenni, si legge. E per quanto riguarda poi il Terzo Polo, si legge di un compresso. Il quale è stato raggiunto tra le posizioni di Italia Viva. Che era per la cancellazione della misura. E quella di Azione, che puntava ad una riforma.

Si legge del ritiro della misura in seguito ad “un rifiuto ed una riduzione dopo 2anni di lavoro”. Vi sarà il coinvolgimento poi di agenzie private per il lavoro. Invece dei centri per l’impiego. Con l’obbligo in merito ai colloqui. A cadenza mensile per coloro che lo percepiscono.

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