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Riciclare i rifiuti per sintetizzare benzina e gasolio senza partire da fonti fossili: la svolta è italiana

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Si sperimentano in toscana tecnologie in grado di estrarre carburanti dalla spazzatura. Ecco perché in futuro si potrà fare sempre più a meno dei carburanti fossili.

È notizia di oggi che con il Decreto Aiuti bis il Governo proroga lo sconto sulle accise di 30 centesimi.

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Mentre il Ministero dell’Economia finanzia con 900 milioni la riduzione del costo eccessivo dei carburanti a Empoli si prepara un’innovazione in grado di rendere ancora più ricco il valore dei nostri rifiuti.

Oggi la riduzione delle accise già in vigore da marzo, non è più sufficiente a ridurne il prezzo. Questo è aumentato del 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, così il diesel è rincarato del 22,6% su base annua. Anche per questo motivo l’Italia investe su processi innovativi in grado di garantire un futuro con cui diversificare i carburanti e le fonti di energia necessarie al nostro fabbisogno.

La multinazionale milanese dell’ingegneria Maire Tecnimont investirà in un progetto da 400 milioni di euro per utilizzare l’immondizia in gas di sintesi dal quale estrarre senza partire dal petrolio le materie più importanti per l’industria chimica. Tra quelle più importanti il metanolo e l’idrogeno.

Riciclare i rifiuti per produrre gas di sintesi come metanolo e idrogeno

Il primo di questi può essere usato per sintetizzare idrocarburi come benzina e gasolio senza partire da fonti fossili e a impatto climatico zero. L’idrogeno invece gioco attualmente un ruolo da perfetto intermediario per i mezzi che non possono sfruttare le tecnologie che fanno funzionare i veicoli elettrici. Queste non sono infatti ancora disponibili per l’aviazione, la navigazione, i mezzi pesanti, la produzione di acciaio o di fertilizzanti. Per questi settori è quindi l’idrogeno verde la fonte energetica che sembra la soluzione più praticabile.

La capacità del progetto è di 250 mila tonnellate di rifiuti l’anno con un impiego di 200 persone che contribuiranno a mantenere il nostro Paese tra i primi nella classifica europea nell’indice di circolarità. Questo fa riferimento all’efficienza nell’uso delle risorse relative a produzione, consumo, gestione rifiuti. Oltre questo si prende in considerazione investimenti e occupazione nel settore del riciclo e del mercato delle materie seconde.

Il progetto ha molti risvolti industriali; oltre alla produzione di gas e carburanti da fonti alternative ai carburanti fossili, anche le forniture di servizi alle fabbriche dell’area industriale in provincia di Firenze. L’obbiettivo non è semplicemente quello di ottenere un materiale dal prodotto riciclato, ma rendere i rifiuti la fonte di un prodotto con qualità molto migliori delle materie seconde da cui è generato. In una sola parola l’upcycling. In termini strettamente economici, tutto il processo del riciclo può contribuire alla crescita del PIL di 3,5 euro ogni kg di risorse consumate.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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