Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dall’incredibile aumento delle utenze. Bollette di luce e gas alle stelle in pochissimo tempo.
Cosa è successo negli ultimi mesi alle tasche degli italiani? E quello che si chiedono gli stessi cittadini dopo aver constatato con tutta la disapprovazione di questo mondo che praticamente tutto, ma proprio tutto è aumentato. Dal pane alla pasta, dalla benzina ai prezzi delle piattaforme di intrattenimento streaming. Tutto ma proprio tutto, nel breve periodo è letteralmente schizzato più o meno alle stelle. La crisi si dice, l’aumento del costo delle materie prime, e tante altre supposizioni a volte lucide a volte meno, alla base di quello che a tutti gli effetti appare come un vero e proprio momento no per gli italiani.
A colpire forse più di ogni altro rincaro, i cittadini, ci ha pensato l’aumento annunciato con pochissime settimane di anticipo delle bollette di luce e gas. In quel caso specifico si è parlato del già citato aumento del costo delle materie prime, ma cosa significa realmente, cos’altro incide in maniera tanto determinante all’interno della nostra fattura di luce e gas. Cosa condiziona cosi tanto il prodursi di quell’importo finale tanto temuto? La risposta è semplice e facilmente individuabile in alcune posizioni espresse da esponenti del Governo nei mesi passati. Il sistema, è da rifondare, da reimpostare.
Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani aveva parlato già in estate di sistema da riconsiderare perchè di fatto obsoleto. Condizione che in molte circostanze ricade proprio sul totale dell’importo di ogni bolletta. Un esempio su tutti? Le accise. Parliamo di imposte indirette che si dividono in due tipi, domestico ed industriale. L’imposta, di fatto, varia in base alla quantità di energia acquistata e quindi utilizzata. Le due imposte in questione gravano nel 2021 insieme all’Iva per il 13,3% sull’importo complessivo della bolletta della luce. Per i cittadini però, di recente si è aperta una interessante possibilità.
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Una recente sentenza del Tribunale di Milano ha infatti decretato incompatibili con il diritto dell’Unione Europea il pagamento delle addizionali, parliamo insomma proprio delle accise di cui sopra. Il caso nasce dalla domanda di rimborso in merito alle accise corrisposte alla società di fornitura elettrica da parte di un impresa. Il rimborso che di fatti è stato riconosciuto all’impresa in questione è stato pari a 33mila euro considerando tutte le accise pagate in passato. La sentenza da parte del Tribunale di Milano si rifà alla Direttiva 2008/118/CE, decretando come ribadito tali accise incompatibili con quanto sancito dal diritto europeo.
In attesa della sentenza dell’ultimo caso di giudizio va detto che tutti i cittadini italiani, esclusi quelli che hanno esplicitamente richiesto un basso consumo alle compagnie di energia elettrica possono presentare ricorso per le accise eventualmente indebitamente pagate. Una buona notizia, insomma per tutti quei cittadini che in questi mesi hanno vissuto la difficoltà di dover sostenere spese per le utenze di luce e gas maggiorate in alcuni casi anche del 40%, qualcosa di letteralmente insostenibile per alcuni. La soluzione, almeno in teoria, con il precedente dell’impresa rimborsata di oltre 30mila euro, sembra essere ora a portata di mano. Si attende la Cassazione dunque, sperando possa esserci un nuovo motivo per sorridere per tutti i cittadini italiani.
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