Rivalutazione dell’assegno, ecco come avviene per il pensionato che lavora: indicazioni pratiche.
Il pensionato che lavora è una realtà nel contesto sociale odierno, dal momento in cui sono tantissimi che solo con la pensione, non riescono dignitosamente ad arrivare a fine mese. Entra in gioco la rivalutazione annuale della pensione INPS, la quale non viene condizionata direttamente dal reddito da lavoro autonomo occasionale percepito in cumulo. Ma ci sono regole precise su questo, cumulo tra pensione e reddito da lavoro autonomo, si parla di limiti e obblighi che incidono sulla continuità dell’erogazione.

Per le regole sul cumulo tra pensione e reddito da lavoro autonomo, bisogna evidenziare la presenza di limiti di reddito e di obblighi di dichiarazione imprescindibili. Sono questi che incidono sulla continuità della percezione della pensione.
I pensionati che percepiscono reddito da lavoro autonomo occasionale, hanno un reddito cumulabile con la pensione fino a un limite di 5 mila euro lordi annui. Se si rimane entro questa soglia, la pensione rimane la stessa. Non subisce stop, riduzioni, né perdite di diritto alla possibile rivalutazione annuale.
Oltre la cifra indicata, il pensionato deve iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi di riferimento. Sono presenti anche eventuali misure di incumulabilità o peggio, di sospensione della pensione. Entro il limite, il reddito da lavoro autonomo occasionale, non impatta in negativo la pensione stessa, né la sua rivalutazione.
Pensionato che lavora, tutto sulla rivalutazione annuale: come gestirla
Il pensionato ha obblighi dichiarativi e di incumulabilità. Deve comunicare i redditi da lavoro autonomo all’INPS se percepiti nell’anno precedente entro i termini previsti per la dichiarazione dei redditi. Se non c’è comunicazione o si superano le soglie, si potrebbe perdere la pensione, e richiedere il recupero delle rate indebitamente percepite!

Con la rivalutazione annuale si ha uno strumento basato su parametri ISTAT di aggiornamento salari. Non è direttamente condizionato dai redditi da lavoro autonomo occasionale, purché questi siano entro i limiti stabiliti per il cumulo. Il reddito da lavoro autonomo occasionale entro 5 mila euro annui, è compatibile con la piena rivalutazione e percezione della pensione INPS.
Il pensionato in cumulo che rimane entro i limiti, mantiene la piena rivalutazione annuale della pensione, e non subisce penalizzazioni. Per quanto i contributi versati nella Gestione Separata INPS dopo il pensionamento per lavoro autonomo occasionale, questi potrebbero aumentare la pensione in due modi.
Con il supplemento di pensione, cioè per quei contributi versati nella Gestione Separata dopo aver ottenuto la pensione, si ha il diritto a un supplemento che incrementi la base della contribuzione accumulata in seguito. Può essere richiesto per la prima volta dopo due anni dalla decorrenza della pensione, o dopo ogni 5 anni dal precedente supplemento.
Non serve raggiungere nuovamente l’età pensionabile nella Gestione Separata per richiederlo.
Secondo metodo, al fine della contribuzione, c’è il criterio di cassa nella gestione separata. I contributi versati sono effettivamente registrati, solo quando effettivamente pagati, e sono proporzionali al reddito prodotto. Per cui non c’è un minimale per il versamento, ma un limite di accredito per fare valere l’anzianità contributiva.