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Spese condominiali gonfiate: con la novità lo scopri facilmente e ricevi i soldi indietro, storia di Luca, amministratore imbroglione insultato per strada

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Spese condominiali gonfiate, è possibile rendersene conto più facilmente con l’introduzione di questa novità. Come tutelarsi

Quando si vive all’interno di un condominio, ci sono tutta una serie di norme da rispettare, ed è l’amministratore che si occupa di gestire le varie casistiche.

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Diversamente da quando si vive in un’abitazione non condominiale, mettere d’accordo molte teste è tutt’altro che semplice. Possono generarsi conflitti di vario genere, che per la gran parte delle volte hanno a che fare con delle problematiche strutturali dell’edificio, da cui conseguono danni agli immobili, ad esempio.

Oppure, discussioni che hanno a che fare con il mantenimento del palazzo o con delle spese per costruire un’ascensore, per citarne alcune. Ci sono dei casi, però, in cui si può creare un conflitto di interessi nell’amministratore di condominio. Da cosa percepirlo? Scopriamolo assieme.

Spese condominiali gonfiate: i segnali che qualcosa non quadra

Ci sono diversi segnali che potrebbero mostrare il conflitto di interessi di cui sopra. Partiamo col dire che se l’amministratore è socio o è legato a un’impresa che si occupa di servizi per i condomini, c’è già un chiaro conflitto di interessi.

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Questo, in particolare se l’assemblea non è messa al corrente di questo dettaglio e allo stesso modo, un amministratore che non avvisa di partecipare in una società che fornisce lavori a un condominio, non mostra trasparenza.

Se un amministratore ha degli interessi personali che possono influire in maniera significative sulle sue scelte, come compiere un’azione legale contro un condominio, nasce il suddetto conflitto. Altre situazioni di conflitto di interessi possono sorgere nel caso in cui l’amministratore cerchi di influenzare scelte in assemblea solo per trarne proprio vantaggio, pur non votando.

L’amministratore non dovrebbe votare in merito a delibere che possono concernere i suoi interessi personali e se non lo fa, potrebbe essere l’ennesimo segnale di non chiarezza.

Nel caso in cui si palesino dubbi sulla gestione delle finanze del condominio, come una rendicontazione con evidenti dati non trasparenti, o spese ingiustificate, sarebbe il caso di fare un controllo più approfondito, sulla questione.

Si dovrebbe dubitare anche di un amministratore che tardi a convocare un’assemblea per parlare di questioni rilevanti, evitando di confrontarsi su situazioni compromettenti per sé medesimo.

Attenzione a eventuali reazioni aggressive o troppo sulla difensiva dell’amministratore. Se reagisce male,  in merito al voler far luce su certe sue scelte o eventuali legami di tipo professionale, potrebbe avere cose da occultare.

Se un amministratore commette il reato di appropriazione indebita, è possibile chiedere il rimborso delle cifre. In questi casi, occorre eseguire una denuncia penale, con tutte le conseguenze del caso. Chiaramente, devono essere presentate prove a supporto della denuncia come estratti bancari ecc.

La storia di Luca, amministratore denunciato: cosa è successo

Luca era un amministratore che per parecchi anni si era occupato di un condominio, mostrandosi sempre affabile e disponibile alla risoluzione di varie problematiche.

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Tuttavia, come si suol dire, l’abito non fa il monaco. L’uomo, infatti, aveva iniziato a derubare i condomini, appropriandosi delle loro quote. Aveva cominciato persino a gonfiare le fatture, inventato lavori (peraltro mai eseguiti) e anche occultato parte del denaro che aveva sottratto,

Ma i condomini si sono insospettiti e lo hanno denunciato, chiedendo di essere risarciti. Dopo il processo, vinto dai condomini, Luca si è beccato una condanna a rimborsare gli inquilini e naturalmente, è rimasto disoccupato.

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