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Economia e Finanza

Successione o donazione, la scelta migliore per evitare il controllo del Fisco

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In fase di ripartizione dei beni agli eredi qualche atto è più conveniente sia da un punto di vista pratico che fiscale: la donazione o successione.

 Arrivati in terza età ognuno deve prima o poi iniziare a pensare a come ripartire i propri beni tra gli eredi nel momento in cui passerà a miglior vita. Tendenzialmente si cercherà sempre di farlo in modo equo per non lasciare scontento nessuno ed evitare contestazioni nel momento della morte.

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Un soggetto può ripartire i propri beni agli eredi in due modi: per donazione o per successione. Si tratta di due metodi legali che si differenziano in alcuni aspetti e che li rendono convenienti per alcuni e sconvenienti per altri. La domanda quindi che una persona si deve porre sarà: conviene di più la successione o la donazione?

Andiamo ad analizzare i due istituti per dare una risposta.

Donazione e successione: cosa sono

Con l’atto di donazione il bene passa subito nella proprietà del nuovo beneficiario, con il testamento bisognerà attendere la morte del proprietario.

Da un punto di vista della praticità e semplicità l’atto di donazione è più semplice: basterà recarsi dal notaio con due testimoni ed effettuare la donazione. Se si intende continuare a godere del bene fino alla morte, è possibile inserire un usufrutto.

Il testamento invece è un po’ più complesso e può avere varie forme. C’è il testamento olografo, che è quello redatto direttamente dal testatore e da lui conservato. C’è quello pubblico redatto e custodito dal notaio. E poi c’è il testamento segreto che viene redatto dal testatore e poi consegnato al notaio che lo aprirà soltanto al momento della sua morte.

I costi

Quanto ai costi le differenze di fatto non esistono perché sia l’atto di donazione che il testamento sono soggetti a imposta di registro del 9% o se si tratta di prima casa del beneficiario del 4%. Da pagare ci sono anche le imposte su successioni e donazioni che variano in base al grado di parentela. Ad esempio per gli atti tra ascendenti e coniugi è del 4% ma solo sul valore che eccede 1 milione di euro. Per fratelli e sorelle è pari al 6% mentre per gli altri parenti sale all’8%.

Stessa cosa per l’onorario del notaio che andrà pagato in entrambe le occasioni sia che si tratta di donazione che di testamento anche olografo, cioè redatto dal testatore, visto che anche in questo caso l’apertura dovrà avvenire sempre dinnanzi a questa figura.

Quanto al pericolo di contestazione tra eredi la legge dice che un atto di donazione o testamentario non può essere contestato prima della morte del donante. A morte avvenuta si hanno a disposizione 10 anni di tempo. Ad essere contestate in genere sono le quote di legittima, ossia quelle quote minime che, per legge, devono essere riservate ai figli e al coniuge o, in assenza dei figli, ai genitori. È molto importante il rispetto di tali quote ma in genere se ci si affida ad un notaio o altro professionista, il rischio di correre in pericoli del genere è molto basso.

Solo il testamento olografo potrebbe dare meno garanzie ed essere soggetto a maggior rischio di contestazione. Essendo scritta a mano direttamente dal donante, qualcuno potrebbe occultarlo o sostenere che la grafia non appartenga al legittimo donante. E questo aprirebbe una causa volta ad accertare l’autenticità.

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