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TFR e TFS: la nuova stangata ti lascia senza soldi, cosa cambia

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A parlar chiaro sui tempi biblici del TFR e TFS è il CIV dell’INPS, come cambia la gestione.

Bisogna capire perché e anche come, i tempi per la liquidazione del TFS si allunghino, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del 2023 giudichi illegittimo il pagamento differito di questo e del TFR agli statali. Successivamente allo stop da parte della Ragioneria di Stato e al piano di anticipo agevolato dell’INPS, ci sono notizie poco propositive sui tempi.

TFR e TFS: la nuova stangata ti lascia senza soldi, cosa cambia- Trading.it

A due anni dalla sentenza delle Consulta, si conferma l’allungamento temporale per TFR e TFS. La stessa Ragioneria di Stato ha posto uno stop alle proposte di riforma sulla questione. La tempistica resta in media 5 anni circa per percepire la somma totale che spetta. Cadono le speranze dei lavoratori.

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS, il CIV, non vede un futuro roseo. Infatti, spiega che la Manovra finanziaria 2025 abbia cancellato la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipata a 65 anni. Ciò avrebbe confermato i 67 anni con 20 di contributi.

Tenendo conto del fatto che la prima liquidazione del TFS e TFS dovrebbe essere pagata dopo un anno, è evidente che i tempi si estenderanno ad altri due anni, ma non solo. Ciò potrebbe essere tardato ulteriormente per errori umani da parte delle amministrazioni di appartenenza degli stessi dipendenti.

Come se non bastasse, ci sono altre considerazioni da tenere in conto.

Ulteriori considerazioni su TRF e TFS, tutti i cambiamenti in gioco

Le altre considerazioni legate al pagamento del TFR e TFS agli statali sono di estrema importanza viste le molteplici diffide giunte all’Istituto di Previdenza dai dipendenti che richiedevano la liquidazione immediata di quanto spettante. Il risvolto è incredibile.

Ulteriori considerazioni su TRF e TFS, tutti i cambiamenti in gioco- Trading.it

L’INPS non può liquidare subito, perché non ha abbastanza risorse, e nemmeno le banche se non ci sono differimenti.

L’unica soluzione potrebbe ricadere nelle mani dello Stato che nelle amministrazioni in gioco, paghi il dovuto trattamento a chi finisce i lavorare. Peccato che anche in questo senso risulta poco fattibile dato che i costi sono troppo alti anche per il Welfare. Si parlerebbe di un esborso di quasi 14 miliardi!

Due vie aperte, quella delle diffide all’INPS affinché questa paghi il trattamento dovuto, e quella del blocco dell’anticipo in questione posto dallo stesso Ente. È dal 2024 che c’è lo stop alla presentazione delle nuove domande, proprio per penuria. Per la stessa motivazione la Ragioneria avrebbe bloccato le proposte di legge che dovrebbero finalizzare l’anticipo del TFS.

Dalla relazione tecnica dell’INPS emerge un quadro ancora più preoccupante: la riduzione dei tempi e la rivalutazione dei limiti d’importo per la liquidazione a rate, potrebbero essere la condizione prediletta di uno scenario peggiorativo proprio sui conti pubblici! Senza coperture, il futuro è nero.

Fabiana Donato

Redattrice classe '96 nata sotto il segno dei pesci, ma con la grinta di un ariete che passa le giornate tra la kick boxing e la scrittura. Amante di film, anime, libri e manga, ed interessata a tutti ciò che anima il mondo. Laureata in scienze politiche e storia, insegnante a tempo perso, con l'obiettivo di pubblicare le sue storie.

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