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Trading online: quanto si guadagna? Si può vivere di trading?

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Definire con precisione l’ammontare dei guadagni non è possibile. Possiamo però delineare un obiettivo corrispondente ad una operatività “sostenibile”.

Molto spesso si tende ad immaginare il trader come colui che, riuscendo ad ottenere facilmente grandi profitti dalla sua attività di trading sui mercati finanziari, può permettersi di passare gran parte della propria vita viaggiando o disteso su una spiaggia a guadagnare mentre si rilassa sotto l’ombrellone. Si tratta di una delle tante leggende che possono trarre in inganno coloro che si avvicinano per la prima volta a questa professione, convinti di poter in breve tempo migliorare il proprio stile di vita.

LA GIORNATA LAVORATIVA DI UN TRADER PROFESSIONISTA

Se da un lato è vero che un trader di successo è un professionista che gode di una certa libertà nel definire il proprio orario e luogo di lavoro, d’altro canto bisogna considerare che mantenere con costanza degli standard elevati nei risultati della propria attività di trading richiede un lavoro di studio e analisi dei mercati molto corposo, sicuramente non realizzabile mentre si è in spiaggia a sorseggiare un drink. Infatti, ogni trader professionista svolge la propria attività da uno studio o un ufficio, come per qualunque altra professione, e molto spesso svolge ore di lavoro effettivo che superano di gran lunga le tradizionali 8 ore giornaliere di lavoro di un impiegato. Il trading online, al fine di generare dei profitti, deve essere affrontato con l’impegno e la serietà richiesti da ogni attività lavorativa, se lo si approccia come un hobby è altamente probabile subire la perdita del capitale investito.

LA PERDITA: UN RISCHIO CONCRETO

Quando si parla dei risultati dell’attività di trading, è necessario effettuare una premessa: il trading sui mercati finanziari è caratterizzato da grande incertezza e le probabilità di perdita sono molto elevate, come testimoniato dalle statistiche pubblicate dai brokers sui propri siti internet secondo cui, mediamente, circa il 75% dei traders  perde denaro. Presupposto necessario perchè il trading online produca risultati positivi è presentarsi all’appuntamento con i mercati con la giusta preparazione e, fattore non meno importante, con la giusta attitudine psicologica: impazienza, ansia, paura di entrare a mercato, trading di vendetta sono alcuni esempi di comportamenti che possono danneggiare un trader e risultare letali per il proprio conto.

LE VARIABILI DA CUI DIPENDE IL GUADAGNO DI UN TRADER

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Se sussistono i presupposti descritti nel precedente paragrafo e il trader riesce ad essere profittevole nel medio-lungo periodo (ad esempio in un anno solare), l’ammontare del guadagno dipende principalmente dai seguenti fattori:

quantità di capitale versata nel conto trading: questa variabile dovrebbe dipendere, a sua volta, dalla grandezza del patrimonio di cui l’investitore dispone. Sarebbe preferibile che il capitale da destinare al trading non superi il 10% del patrimonio complessivo;

-propensione al rischio: ogni investitore ha un diverso approccio nei confronti del rischio, quindi vi possono essere investitori più propensi al rischio rispetto ad altri e, quindi, disposti a rischiare per ogni singola operazione una quota maggiore del capitale disponibile sul conto e ciò può determinare (a parità di capitale investito) un guadagno maggiore ma anche, ed è importante sottolinearlo, una maggiore perdita.

E’ a questo punto possibile notare come vi possa essere grande differenza nel risultato finale tra un trader e l’altro, essendo questo legato a delle variabili che possono potenzialmente assumere un numero infinito di valori diversi. Il guadagno di un trader non è, dunque, definibile a priori in modo preciso ed universale come fosse lo stipendio mensile di un lavoratore dipendente.

TRADING “SOSTENIBILE”: L’OPERATIVITA’ DEGLI INVESTITORI ISTITUZIONALI

L’unico parametro che possiamo considerare come punto di riferimento per avere un’idea circa i guadagni ottenibili dal trading online è quello costituito dai dati pubblicati dagli investitori istituzionali, ovvero banche, società di intermediazione mobiliare (SIM), società di gestione del risparmio (SGR). Tali soggetti hanno come obiettivo primario la tutela del capitale degli investitori, perciò il loro stile di trading è molto prudente e finalizzato innanzitutto ad evitare l’erosione dei fondi affidati alla loro gestione (da qui la definizione di trading “sostenibile”). Operando in questo modo i loro profitti si aggirano mediamente intorno al 25/30% l’anno, ovvero circa il 2/3% al mese: questo significa che se volessimo ottenere un guadagno mensile pari ad uno stipendio medio da impiegato, ad esempio 1500 euro, dovremmo destinare al conto trading una somma pari a circa 50mila euro (50.000 x 3%=1.500).

E’ POSSIBILE VIVERE DI SOLO TRADING?

In conclusione e sulla base di quanto detto finora, è possibile affermare che vivere di trading e farne una professione a tempo pieno è possibile, ma non è per tutti. Questo perchè è necessario disporre di una buona situazione economica di partenza, che consenta di destinare al trading una somma di denaro rilevante, e allo stesso tempo è fondamentale, oltre ad un elevato livello di competenza, anche una forza psicologica non comune che consenta al trader di reagire nel modo giusto dinanzi alle avversità che prima o poi si presentano quando si opera in un ambiente aleatorio come quello dei mercati finanziari.

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