Sono in corso le indagini per provare a capire chi si celasse dietro al “coordinamento” del canale Telegram della truffa finanziaria messa in atto a Roma sfruttando le criptovalute.
L’ennesima promessa di rendimenti straordinari che ha coinvolto numerose persone con una criptovaluta chiamata Hu.
Una truffa portata avanti attraverso il passaparola e grazie allo schema Ponzi era già avvenuta in questi mesi sia a Cagliari che in Alto Adige. In quest’ultimo caso a farne le spese erano state più di 3700 persone per un totale di 11 milioni di euro.
Anche nella vicenda accaduta a Roma, la strategia di investimento si è rivelata una scatola vuota, che funzionava soltanto finché nuovi investimenti andavano a simulare gli interessi maturati dagli ultimi arrivati.
Lo schema ponzi è una forma di schema piramidale: un modello commerciale fraudolento che ha come obiettivo il coinvolgimento costante di investitori per accumulare un capitale che non genera nessun tipo di profitto. La truffa si basa proprio sulla capacità di ridistribuire gli investimenti per il maggior numero di persone possibili, in modo che queste con il passaparola possano accrescere la base.
Tanto più è grande e rapido il numero di sottoscrittori, tanto più i truffatori sono in grado di guadagnare a scapito soprattutto delle ultime persone coinvolte. Lo Schema Ponzi rappresenta uno dei tipi di truffa più diffusi in ambito finanziario.
Per evitare di cadere vittima di truffe sulle criptovalute è bene verificarne innanzitutto la loro esistenza sulla blockchain. In uno schema piramidale, solitamente, i truffatori attirano le loro vittime con un marketing aggressivo. Attraverso questo sono promessi grandi profitti ottenibili in maniera semplice e veloce. Per questo motivo è necessario verificare che il progetto sia già esistente e funzionante; ma soprattutto che vi sia un record storico delle performance finanziarie della durata di almeno tre anni.
Diffidate da chi vi dice la blockchain è in sviluppo o in procinto di essere rilasciata. Utilizzando ‘blockchain explorer‘ o ‘blockchain scan‘ è possibile verificare se il token è effettivamente operativo e qual è l’attività di scambio su di essa. È importante ricordare che non esistono investimenti esenti da rischio. Nessuno può garantirci che non andremo in perdita né tanto meno assicurarci un profitto minimo.
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