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Economia e Finanza

Visa nell’occhio del ciclone: il Dipartimento di Giustizia muove accuse pesantissime

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Il circuito di carte di credito vede addossarsi nuove pesanti accuse: i suoi comportamenti sul mercato sono stati scorretti 

Visa e Mastercard sono in assoluto i due circuiti di carte di credito a cui ci appoggiamo di più e a cui diamo in assoluto più credibilità. Essendo due colossi mondiali, non stupisce che uno dei due sia finito al centro di una citazione in giudizio: la ‘troppa’ espansione, spesso porta a un rischio ‘monopolio’ che attira tutti i riflettori, e una volta che le luci sono tutte puntate sullo stesso oggetto, lo illuminano da tutti i punti di vista, rendendo molto più visibili gli errori.

Visa sotto accusa dall’America – trading.it

Così è successo per Visa. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il 24 settembre 2024 ha citato in giudizio Visa, la più grande rete di pagamenti del mondo. L’accusa è quella di avere sostenuto un monopolio illegale sui pagamenti di debito imponendo accordi “esclusivi” ai partner, in questo modo soffocando del tutto le start-up.

Ma non finisce qui, a quanto dichiarato dal Dipartimento di Giustizia, Visa avrebbe anche portato i consumatori e i commercianti a pagare miliardi di commissioni aggiuntive, che tutti sceglievano di pagare in cambio dell’affidabilità e dell’espansione del brand. La causa quindi è stata incentrata per ‘monopolizzazione’ e altri comportamenti illegali.

Visa sotto accusa, le due parti della causa giudiziaria

“Asseriamo che Visa ha illegalmente accumulato il potere di estrarre commissioni che superano di gran lunga ciò che potrebbe addebitare in un mercato competitivo”, così ha dichiarato il procuratore generale Merrick Garland in un comunicato del Dipartimento di Giustizia in merito alla questione.

Visa sotto accusa: non dà spazio alla concorrenza – trading.it

Visa avrebbe abbattuto ogni possibile concorrenza,  senza pensare al risvolto negativo che sarebbe arrivato a riscuotere i conti. Secondo il Dipartimento di Giustizia, l’azienda avrebbe anche smorzato l’innovazione cercando di attenuare i rischi relativi allo sviluppo di tecnologie che potrebbero far progredire il settore.

È stato quindi chiesto ai tribunali di impedire a Visa una serie di pratiche anticoncorrenziali. Per dare voce anche alla difesa, da parte sua Visa ha dichiarato che le accuse sono infondate in quanto si tratta di un settore che sta subendo un’espansione enorme e che loro sono ormai uno dei tanti tasselli, che cercando di mantenere il primato in un ambiente in continuo mutamento, e che segue innovazioni continue, soprattutto per via delle nuove tendenze di pagamento digitali. Adesso resta da capire se ci sarà da pagare e a quanto ammonterà la multa.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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