5G, impianti eolici, assunzioni nella scuola e pensioni, ecco le delibere del consiglio dei ministri

Nonostante l’assenza di una maggioranza il Governo prosegue con la gestione delle necessità del Paese intervenendo sui temi più urgenti per l’economia italiana.

5G, impianti eolici, assunzioni nella scuola e pensioni, ecco le delibere del consiglio dei ministri.

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Il Consiglio dei Ministri ha concesso l’esercizio dei poteri speciali sotto forma di prescrizioni in relazione al Piano annuale 2023 di Fastweb e Wind Tre. Le due compagnie di servizi telefonici hanno così via libera alla progettazione, realizzazione, manutenzione e alla gestione dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G.

In tema di energie rinnovabili il Cdm ha deliberato la compatibilità ambientale per undici progetti di impianti eolici per una potenza complessiva pari a circa 452 MW. I progetti verranno realizzati otto in Puglia e tre in Basilicata. Per contrastare il caro energia nell’immediato il governo ha previsto un aiuto per le imprese sotto forma di estensione dei crediti di imposta. Questo consiste in uno sconto fiscale del 15% per le aziende che consumano fino a 16,5 chilowattora, e del 25% per quelle più energivore.

Nuove assunzioni nelle scuole e misure su pensioni e riduzione della pressione fiscale

L’attenzione del Governo si ripartisce oggi anche sulla scuola; così su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, dell’economia e dell’istruzione viene deliberata l’assunzione per l’anno scolastico 2022 2023 di 422 insegnanti di religione cattolica, 60 nuovi assunti del personale educativo, 10.116 del personale A.T.A., 94.130 del personale docente e 361 dirigenti scolastici. Tutte le assunzioni si intendono a tempo indeterminato in base a posti effettivamente vacanti.

Oltre queste misure il Governo sta per varare altre due misure destinate ai pensionati. A partire da settembre o più probabilmente da ottobre, ci sarà una rivalutazione delle pensioni del 2%. La misura ha bisogno di essere definita nei dettagli ma l’obbiettivo rimane una compensazione della perdita del potere d’acquisto adeguando gli assegni previdenziali all’inflazione.

Per i lavoratori invece è pronto nel decreto aiuti un nuovo taglio dei contributi. Per i redditi fino a 35 mila euro è prevista una riduzione dell’1% dei versamenti, che rimarranno in busta paga. Il taglio si sommerà così a quello dello 0,8% in vigore fino alla fine dell’anno.

Per sovvenzionare le due misure si farà conto delle maggiori entrate fiscali provenienti ad esempio da un maggiore gettito dell’IVA. Con questo intervento, il totale della spesa per i sostegni del governo negli ultimi quattro mesi ha raggiunto quota 48 miliardi di euro. Un risultato ottenuto senza effettuare scostamenti di bilancio creando deficit aggiuntivo. Draghi ha anticipato ai sindacati che se le entrate dovessero migliorare ancora, le nuove risorse disponibili saranno indirizzate di nuovo ai lavoratori ai pensionati e alle imprese.

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