Uno dei dubbi più frequenti tra i contribuenti riguarda l’inserimento del coniuge a carico nel Modello 730. È obbligatorio? Ecco la verità.
Tra i vantaggi della compilazione della Dichiarazione dei Redditi, c’è la possibilità di beneficiare delle detrazioni fiscali, grazie alle quali si può ridurre l’IRPEF da versare. Le detrazioni fiscali hanno varia natura; ad esempio, ci sono quelle relative alle spese sanitarie, edilizie e scolastiche oppure quelle da lavoro dipendente o dai redditi da pensione.
Le più diffuse, tuttavia, sono le detrazioni per familiari a carico e, in particolare, del coniuge. Sul tema, però, ci sono ancora moltissimi dubbi, soprattutto nel caso in cui il partner sia intestatario al 50% dell’abitazione o abbia dei redditi personali. Quali sono le regole da seguire?
Il coniuge rientra tra i soggetti che possono essere considerati a carico ai fini della Dichiarazione dei Redditi, a prescindere che il contribuente sia un lavoratore dipendente oppure un pensionato. Le regole applicabili, infatti, sono le stesse. Al momento della compilazione del Modello 730, bisogna redigere la sezione relativa al coniuge, che è distinta da quella degli altri familiari a carico, come i figli e gli altri componenti.
Affinché il partner possa essere considerato fiscalmente a carico, deve possedere un reddito complessivo annuo lordo non superiore a 2.840,51 euro oppure a 4 mila euro se si tratta di un under 24. A stabilire tale parametro è l’art. 12 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Ma come si compila la Dichiarazione, per il riconoscimento delle detrazioni? I dati relativi al coniuge vanno inseriti nel Rigo 1 e, nel dettaglio:
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