C’è un lasso di tempo che intercorre tra precetto e pignoramento, ed è ciò a cui è importante prestare grande attenzione: il motivo.
Quando si finisce nel vortice dei debiti, è un vero e proprio guaio, perché non è semplice uscirne. La cosa migliore sarebbe evitare di contrarli, ma se succede, chiaramente, la situazione non può non essere affrontata.
Nella vita, può succedere di indebitarsi per tutta una serie di ragioni, come la perdita del lavoro. A causa di questo spiacevole fatto, ci si ritrova a non poter saldare il dovuto, e a volte passa del tempo prima di essere di nuovo assunti e quindi per poter rimettere in pari la situazione debitoria.
Se poi si contrae un debito col Fisco, si può rischiare di incorrere in una serie di misure, che cominciano con cartelle esattoriali, e finiscono con fermi amministrativi e nella fase conclusiva, pignoramenti. Quest’ultima fase può vedere il debitore privato dei suoi beni, che possono essere venduti all’asta.
Tuttavia, prima del pignoramento, c’è un lasso di tempo in cui il debitore viene avvisato di ciò che sta per accadere.
Forse non tutti ne sono al corrente, ma prima dell’esecuzione forzata, c’è un atto da tenere in considerazione.
Nello specifico, si tratta di un atto di precetto, ossia una notifica che informa il debitore, in anticipo, dell’intenzione del creditore di effettuare il prelievo forzoso. Al debitore è concessa un’ultima scadenza, di 10 giorni, per ravvedersi e pagare, prima di affrontare ulteriori spese che il pignoramento comporterebbe.
Dopo l’atto di precetto, avviene il pignoramento, entro 90 giorni. Prima che il procedimento forzoso avvenga, qualunque cosa faccia il debitore è passibile di revoca. Quindi non può vendere né tantomeno donare nulla a nessuno.
Le cose potrebbero essere differenti, invece, se si tratta di storni di denaro, da un conto a un altro. Questi non possono essere revocati, se per esigenze personali. Il precetto, infine, può essere rinnovato dopo 90 giorni, tempo in cui diventa inefficace.
Dal rinnovo del precetto, il debitore avrà 10 giorni per saldare il dovuto, prima che diventi inefficace, di nuovo, dopo altri 90 giorni. Ogni atto notificato di nuovo, interrompe la prescrizione del debito.
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