Aumentano i prezzi degli alimenti: caffè verso nuovi record

I mutamenti climatici, che già si manifestano nella nostra società influiranno sempre più sull’economia fino a quando il riscaldamento globale diverrà un processo reversibile.

frutto caffè

Eventi climatici estremi stanno influendo sul settore dell’agricoltura a livello globale, generando ripercussioni sul prezzo degli alimenti, che attualmente per alcune categorie come la soia, il mais, lo zucchero, la carne bovina, hanno raggiunto i massimi degli ultimi dieci anni. Il prezzo del caffè potrebbe aumentare in sinergia con l’impatto sulla coltivazione della pianta da cui è estratto e in seguito lavorato il prezioso seme, a causa delle peggior gelate degli ultimi vent’anni che hanno colpito il più grande produttore di caffè brasiliano.

Le piantagioni di caffè sono state interessate da problemi che ne hanno rallentato la produzione fin dall’inizio del 2021, con il prezzo che ha raggiunto i due dollari per libbra, circa 3,60 euro al kg, rappresentando il prezzo più alto degli ultimi sette anni. Solo questa settimana proprio a causa dei danni provocati dal freddo ai giovani alberi di caffè brasiliani, in concomitanza con la siccità che ha impoverito i bacini idrici necessari per l’irrigazione, i prezzi son saliti del 17%.

Il riscaldamento globale influisce enormemente sull’industria alimentare

Nessun’altra industria sembra essere stata più influenzata dai fenomeni climatici come quella dell’agricoltura, che naturalmente trae il suo nutrimento proprio dalle condizioni di luce, calore e umidità. Il settore dell’industria alimentare è tra i mercati più concentrati e rischia di avere ripercussioni sugli alimenti a livello globale.

Il Brasile per esempio è oggi il più grande esportatore di zucchero e succo d’arancia, nonchè un produttore chiave di mais e soia, con un picco d’eccellenza nella produzione di caffè della qualità arabica, di cui è responsabile per il 40%. Questa particolare qualità utilizzata soprattutto dalle grandi catene di caffetteria come Starbuks e che quindi non dovrebbe influire suoi costi generali del caffè, ha incrementato il suo prezzo nell’ultima settimana del 30%, arrivando a 4,80 euro al kg, un prezzo che non si vedeva dal lontano 2011. Il settore agricolo brasiliano è stato colpito da una sequenza di eventi climatici particolarmente singolari, che hanno stravolto le piantagioni sottoposte a una gelata a cui è seguito un periodo di siccità seguita da un’altra gelata successiva.

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Esistono piantagioni di caffè 100% Italiano?

La pianta del caffè non richiede temperature particolarmente difficili da mantenere stabili, esse sono comprese tra i 10 e i 40 gradi facilmente ottenibili in un clima come quello italiano. Ottenere un caffè 100% italiano sarebbe possibile soprattutto nel sud Italia, compensato eventualmente da sistemi protettivi di riscaldamento. Ma la sua coltivazione richiede superfici sufficientemente estese e tali da improntare una coltivazione estensiva basata sull’economia di scala. In questo modo il costo medio per unità di produzione diminuirebbe all’aumentare della quantità prodotta dell’aziende di torrefazione. Maggiore è la dimensione delle aziende minori saranno i loro costi medi, un modello indispensabile senza il quale è impossibile rendere economico e vantaggiosa la sua produzione.

Le aziende italiane nel settore della torrefazione hanno avuto un anno parecchio difficile, con perdite di fatturato che nel 2020 si è contratto dell’8,6% per un valore stimato di 337 milioni di euro. Il caffè, simbolo di una delle eccellenze del Made in Italy, viene importato per la qualità robusta principalmente dal Vietnam e dal Centro Africa, mentre per l’arabica da Brasile, Colombia e Centro America. In Italia il prezzo della materia prima non lavorata ha subito nell’ultimo anno un rincaro del 40%, arrivando a circa 1,50 euro al kg. Tuttavia ogni tazzina di caffè è realizzata usando solo 7 grammi di caffè, che difficilmente a meno di rincari molto superiori, possono essere scontati sul consumatore finale.

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