Non tutti sono tenuti al pagamento del Bollo auto, ma vi sono al riguardo delle categorie di esenzione: quali e di cosa si tratta
Quando si parla di auto e di veicoli, comprensibilmente la curiosità di molti si alza, poiché questi sono argomenti che stanno a cuore a molti e che conquistano l’attenzione, a maggior ragione se associati a temi ed argomenti economici, come nel caso ad esempio del bollo auto: non tutti forse sanno che vi sono alcune categorie di esenzione dove, quindi, non è richiesto il pagamento. Ma ecco di che cosa si tratta nel particolare.
Tutti i temi che hanno a che fare con le quattro ruote destano sempre interesse, come detto in particolar modo ancor più in relazione a costi, spese da sostenere e quant’altro. Per quel che concerne il Bollo auto, in virtù dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia e al coronavirus, quest’ultimo è stato cancellato o fatto slittare all’anno in corso, spiega Investireoggi.it.
Al di là di ciò, si legge che il pagamento della suddetta tassa automobilistica non è un’onere che riguarda tutti, poiché – spiega Investireoggi.it – l’ordinamento prevede che ci siano alcune categorie di esenzione.
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Argomento dunque di grande rilevanza e che desta grande attenzione, quello inerente l’auto e legato al bollo auto, che come i più attenti sapranno, si tratta di una tassa che di solito viene gestita dalle Regioni. Investireoggi.it, nel proprio approfondimento, spiega che a fare eccezione sono il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna, della cui gestione se ne occupa l’Agenzia delle Entrate.
A chi spetta pagare il bollo? La tassa automobilistica in questione deve essere pagata da coloro che, alla scadenza del termine utile del pagamento, sono proprietari del veicolo che è registrato al PRA. Il suddetto termine di pagamento rispetto al bollo viene fissato nell’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione della vettura.
Tuttavia, come spiegato da Investireoggi.it, l’ordinamento prevede che ci siano alcune categorie che risultano essere esentate dal pagamento della tassa in oggetto. Andando nello specifico, si tratta nel primo caso di un auto che risulta essere intestata ad un disabile o ad un familiare del quale è fiscalmente a carico.
Ancora, nel caso in cui si tratta di auto storiche che abbiano più di trenta anni. Occorrerà pagare una tassa di circolazione se l’auto è immessa in strade o aree pubbliche, si legge. La relativa entità cambia da regione e regione, e andrebbe tra i 25,82 euro ai 31,24.
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Esenzione anche per le auto elettriche, solo per i primi cinque anni a decorrere dalla data in cui vi è la prima immatricolazione; per gli altri anni occorrerà pagare una tassa di importo pari ad un quarto rispetto a quanto previsto per i corrispondenti veicoli a benzina.
Ad ogni modo ed al di là di tutto, è opportuno ed importante che ciascuno si informi ed approfondisca la questione sui siti delle Regioni per cogliere le indicazioni e i termini, e si confronti con esperti del campo e specialisti del settore, al fine di chiarire ogni eventuale dubbio, aspetto e dettaglio da conoscere tanto in generale quanto nel particolare della propria situazione.
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