Il Decreto Coesione cambia prospettiva e allarga il perimetro degli incentivi: il bonus da 500 euro non si ferma alle imprese tradizionali ma guarda anche ai giovani professionisti. Una precisazione INPS chiarisce chi può accedere e quando presentare domanda.

Nel dibattito su bonus 500 euro, autoimprenditorialità e giovani under 35, arriva un chiarimento che incide direttamente sulle scelte di chi avvia un’attività autonoma. Il DL Coesione entra in una fase operativa decisiva e l’INPS definisce con maggiore precisione la platea dei beneficiari dell’incentivo per l’avvio di attività nei settori strategici.
Bonus 500 euro DL Coesione: perché l’INPS apre anche ai liberi professionisti
Con un intervento mirato, l’INPS chiarisce che l’incentivo previsto dal Decreto Coesione non riguarda esclusivamente chi costituisce una società o avvia un’impresa in senso stretto. Il Messaggio n. 270 del 27 gennaio 2026 estende l’accesso al beneficio anche ai liberi professionisti under 35, a condizione che l’attività rientri nel perimetro dell’autoimprenditorialità delineato dalla misura.
Il bonus consiste in un contributo mensile di 500 euro, riconosciuto per un periodo massimo di tre anni, e mira a sostenere l’avvio di attività considerate strategiche per lo sviluppo economico. Il chiarimento assume rilievo perché supera una lettura restrittiva della norma e sposta l’attenzione dal solo concetto di impresa a una visione più ampia del lavoro autonomo.
I requisiti sostanziali restano quelli già fissati dalla disciplina attuativa. Il professionista deve rispettare il limite di età under 35 al momento della domanda e trovarsi in stato di disoccupazione, condizione che l’INPS verifica attraverso i sistemi pubblici. L’attività deve risultare avviata nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 e deve collocarsi nei settori individuati come prioritari, tra cui nuove tecnologie, digitalizzazione e transizione ecologica.
Per i liberi professionisti il concetto di avvio assume una connotazione specifica. Non conta l’iscrizione al Registro delle imprese, ma il momento in cui l’attività diventa fiscalmente operativa. In concreto, l’INPS riconduce l’inizio dell’attività alla data di apertura della partita IVA, elemento che rende centrale la corretta qualificazione dell’attività professionale e la sua coerenza con l’ambito previsto dall’incentivo.
Un caso pratico aiuta a comprendere l’impatto del chiarimento. Un giovane under 35 che, dopo un periodo di disoccupazione, apre una partita IVA nel 2025 per svolgere un’attività professionale legata alla digitalizzazione rientra nel perimetro del bonus, anche se non costituisce una società. In questo scenario, il contributo mensile rappresenta un sostegno concreto nella fase iniziale dell’attività autonoma.
L’INPS definisce anche il calendario delle domande, elemento decisivo per non perdere l’accesso al beneficio. La procedura telematica risulta disponibile dal 31 gennaio 2026 al 2 marzo 2026. Al di fuori di questa finestra temporale non è possibile presentare l’istanza attraverso il canale dedicato alla categoria interessata dalla riapertura dei termini.