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Economia e Finanza

Bonus auto disabili 2026: addio certificazioni mediche, adesso basta la patente

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Per ottenere l’IVA al 4% sull’auto per disabili nel 2026 non serve più esibire certificazioni mediche al concessionario. La patente speciale, o anche il foglio rosa con le prescrizioni, diventa il documento centrale per accedere all’agevolazione fiscale. I nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate semplificano la procedura e incidono anche sugli adattamenti di serie come il cambio automatico.

L’IVA agevolata al 4% per auto disabili rappresenta una delle misure fiscali più rilevanti in materia di agevolazioni della Legge 104 e sostegno alla mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie.

Bonus auto disabili 2026: addio certificazioni mediche, adesso basta la patente (Trading.it)

Nel 2026 l’attenzione si concentra sui documenti necessari, sugli adattamenti del veicolo, sui limiti di cilindrata e sul rispetto del vincolo quadriennale. Le ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 35/2026 e la precedente Risoluzione 40/2023, chiariscono un punto decisivo: la patente speciale con i codici prescrittivi basta a dimostrare il diritto al beneficio. La novità incide direttamente sul rapporto tra contribuente e concessionario e riduce gli adempimenti burocratici legati alla certificazione sanitaria.

IVA al 4% auto disabili: patente speciale, adattamenti di serie e limiti tecnici

L’aliquota IVA ridotta al 4% si applica alle cessioni e importazioni di veicoli adattati a favore di invalidi titolari di patente speciale delle categorie A, B o C, in presenza di ridotte o impedite capacità motorie. La base normativa resta l’articolo 1 della legge 97/1986, che disciplina l’agevolazione fiscale.

Nel tempo il legislatore e l’amministrazione finanziaria hanno introdotto semplificazioni. Il chiarimento più recente stabilisce che il contribuente può accedere al beneficio presentando la copia della patente di guida speciale, purché riporti i codici relativi agli adattamenti necessari. La patente diventa quindi il documento sufficiente a dimostrare la natura motoria della disabilità, senza obbligo di consegnare al venditore il verbale di handicap o altra certificazione medica.

Per completare la pratica, l’acquirente deve fornire al concessionario anche un atto notorio che attesti di non avere acquistato o importato, nei quattro anni precedenti, un altro veicolo con aliquota agevolata. Se l’interessato non ha ancora conseguito la patente speciale ma possiede il foglio rosa con le prescrizioni degli adattamenti, può comunque ottenere l’IVA al 4%. In questo caso il beneficio decade se non consegue la patente entro un anno dalla data di acquisto e dovrà versare la differenza d’imposta tra il 4% e il 22%.

Un aspetto centrale delle novità 2026 riguarda gli adattamenti cosiddetti “di serie”. L’IVA ridotta spetta anche quando il veicolo non subisce modifiche strutturali in officina, a condizione che l’allestimento di fabbrica corrisponda esattamente alle prescrizioni indicate sulla patente speciale. Se la commissione medica impone, ad esempio, il cambio automatico e l’auto lo monta già di serie, l’acquirente può beneficiare dell’aliquota agevolata senza ulteriori attestazioni sanitarie.

Restano fermi i limiti tecnici previsti per accedere all’agevolazione. Per i motori a benzina la cilindrata non deve superare 2000 centimetri cubici, per i diesel il limite sale a 2800 centimetri cubici, mentre per i motori elettrici la potenza non può oltrepassare 150 kW. L’IVA al 4% si applica a un solo veicolo nel corso di quattro anni, salvo il caso in cui il precedente mezzo risulti cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico per demolizione.

Per meglio comprendere come attuare la normativa, ecco un caso pratico: un contribuente con patente speciale che riporta l’obbligo del cambio automatico decide di acquistare un’auto già dotata di tale sistema di serie, con cilindrata entro i limiti previsti. Presenta al concessionario la copia della patente con i codici prescrittivi e l’atto notorio sul mancato utilizzo dell’agevolazione nel quadriennio. In questa situazione il venditore applica direttamente l’IVA al 4%, senza richiedere il verbale di invalidità.

La riformulazione dei chiarimenti nel 2026 rafforza quindi il ruolo della patente speciale come prova del diritto all’agevolazione e rende più lineare l’accesso al beneficio fiscale. Chi intende acquistare un’auto con le agevolazioni previste per disabili deve verificare con attenzione le prescrizioni riportate sul documento di guida, i limiti tecnici del veicolo e il rispetto del vincolo temporale, così da evitare la perdita del beneficio e il recupero dell’imposta ordinaria.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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