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Economia e Finanza

BTp Italia, semestre d’oro: gli obbligazionisti (finalmente) sorridono

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L’incertezza degli investitori non affonda i rendimenti di per sé. Al momento, però, solo i BTp Italia sembrano garantire una rendita reale. Soprattutto ad aprile.

 

Tempi duri per gli investitori. La crisi economica e l’approssimativa stabilità finanziaria non spingono certo a compiere il fatidico passo dal risparmio alla movimentazione del denaro. Le cause della prudenza erano chiare prima della guerra, figurarsi dopo. Anzi, durante.

Foto © AdobeStock

Difficile approcciarsi al mondo degli investimenti in un momento storico di forte inflazione e con rendimenti in salita ma comunque soggetti agli umori di un quadro finanziario troppo instabile per garantire qualcosa. Il potere d’acquisto delle famiglie scende e la legittima incertezza nel togliere una gamba dal tavolo dei risparmi in deposito abbassa il livello del feeling con il rischio, seppur minimo, di un investimento. Ne risentono anche i BTp, con rendimenti reali negativi rispetto ai mesi di precedenza. Eppure, per quanto l’altalena stia convincendo i risparmiatori ad affidarsi perlopiù alla garanzia dei Buoni fruttiferi postali, non tutti i Buoni del Tesoro rientrano nella cesta dei rendimenti in flessione. L’esempio lampante, in questo senso, sono i BTp Italia, con scadenza 11 aprile 2024. Pronti a staccare la nuova cedola semestrale, particolarmente appetibile.

Si tratta di un bond che viaggia in parallelo al tasso di inflazione rilevato dall’Istat ogni mese, con cedola reale fissata all’emissione (nel 2016) allo 0,4% annuo. Un rendimento sostanzialmente basso, anche se il tempo della discesa è durato ben più a lungo, sospinto dalla pandemia. Niente di strano che anche una piccola variazione possa premiare chi ha deciso di portarlo a scadenza. Prima, però, c’è la tappa dell’11 aprile. E il Tesoro si prepara ad aprire lo scrigno a favore degli obbligazionisti, rivalutando la cedola in base all’attuale tasso di inflazione. Il Ministero dell’Economia ha fatto sapere, infatti, che gli indici della cedola (e del capitale) toccherà quota 1,03351, grazie a una rivalutazione del 3,551%. Praticamente più della metà dell’indice su base annua.

BTp Italia, maxi-rendita ad aprile: quanto guadagnano gli obbligazionisti

Una bella notizia per gli investitori, in un quadro generale decisamente poco propenso alle buone nuove. Anche se il calcolo complessivo non è dei più semplici. Il tasso di inflazione mantiene chiaramente la sua rilevanza. E nel semestre in oggetto, con gli indici di rivalutazione all’1,03351, il consueto 0,2% sarà applicato su un capitale più elevato, per uno scatto finale dello 0,2071%. Poco in apparenza ma, su un investimento nominale di 1.000 euro, il BTp Italia concederà per questo semestre una cedola fissa lorda da 2,071 euro, più un accredito derivato dalla rivalutazione del capitale pari a 35,51 euro. Sommando il tutto, il rendimento lordo arriverà al 3,758%, per un versamento di 37,58 euro. Una boccata d’ossigeno rispetto ai tempi che corrono.

Il tasso di inflazione di marzo, pari a +5,3% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo, viene quindi superato di un punto percentuale circa. Ossia il 7,7% annuo di rendimento che garantisce la copertura del capitale investito dai rischi della flessione del potere d’acquisto. Al momento, i BTp Italia con durata residua di due anni, garantiscono ancora lo 0,3%. Tuttavia, rispetto agli standard degli anni scorsi, anche con un differenziale al 2,5% (calcolato sull’inflazione attesa nel prossimo biennio) gli obbligazionisti possono stare tranquilli. Il paracadute era già stato aperto da tempo.

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