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Caro bollette, gli (s)conti non tornano: dove sono finite le misure del Governo?

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Il tema “caro bollette” è sempre molto caldo. Nonostante i vari interventi del Governo, sembra che – di fatto – cittadini e imprese continuino a ricevere fatture insostenibili.

Le dichiarazioni rilasciate dal Premier in varie occasioni sembrerebbero rassicurare gli italiani. Per una serie di circostanze, e non solamente a causa del Covid, si trovano in difficoltà a pagare i consumi di luce e gas. Imprese e cittadini, aziende e Amministrazioni locali non ce la fanno. Secondo Draghi, il lavoro che è stato fatto è soddisfacente. E annuncia: “Si sta studiando un meccanismo per cui ci sia un approvvigionamento di gas da altre fonti se dovesse venire meno quella russa. C’è una gran buona volontà da parte degli alleati per affrontare il tema della dipendenza. Una grande collaborazione. Le sanzioni debbono essere efficaci ma anche sostenibili”.

Ricordiamo, che siamo di fronte ad aumenti cominciati già nell’ultimo trimestre del 2021, che continuano a crescere. E che resteranno almeno per tutto il 2022. Le misure del Governo, quelle urgenti, “coprono” invece solamente la prima metà di quest’anno. L’energia elettrica rispetto al 2021 è aumentata del 131% e il gas naturale del 94%. Con l’ultimo dei decreti a sostegno di famiglie e imprese si sono aggiunti 5 miliardi a quasi 10 già stanziati precedentemente per fronteggiare i rincari energetici. Ma qualcosa ancora non torna.

Caro Bollette, il gap a carico degli italiani

Nonostante i molti miliardi impegnati da parte del governo “e senza scostamenti di bilancio”, sempre come dichiarato dal Premier, guardando le bollette non tutti si sentono al sicuro. Dei 5 miliardi, 3 verranno usati per azzerare gli oneri di sistema della luce, sia per gli utenti domestici che per le piccole e grandi imprese. Con circa 500 milioni verrà ridotta l’Iva sul gas al 5%, contemporaneamente ad un taglio degli oneri per altri 480 milioni. Il bonus sociale, che esisteva anche prima dell’era Covid, viene rafforzato con un pacchetto da 500 milioni. Un miliardo o poco più viene impegnato per supportare le aziende energivore e gasivore, in modo da non fermare le produzioni.

Uno studio della Cgia di Mestre però mette mano al calcolatore e lancia un monito al Governo, riportando alcuni numeri: “Rispetto al 2019, è stato calcolato per il primo semestre 2022 un aumento del costo di luce e gas di 44,8 miliardi, di cui 15,4 in capo alle famiglie e 29,4 alle imprese. Se dal rincaro complessivo eliminiamo le risorse introdotte con la legge di Bilancio 2022 (3,8 miliardi), col decreto del 21 gennaio (1,7 miliardi) e i 5,6 miliardi approvati di recente, l’extra costo da pagare rimane di 33,7 miliardi: 8,9 sulle spalle delle famiglie e 24,9 su quelle delle aziende.”

In soldoni, le famiglie si ritrovano con riduzioni in bolletta di poche decine di Euro. Le aziende anche. Chi fino ad ora non ha visto “stravolgimenti” in fattura, molto probabilmente è perché ha stipulato un contratto con “prezzo bloccato”. Si tratta di una formula che è in essere da alcuni anni, una promozione sfruttata dai fornitori di luce e gas che fanno parte del mercato libero. Chi ha usufruito di questa “offerta” può stare tranquillo per almeno due anni.

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