Cedolino pensioni di settembre 2022: c’è una doppia sorpresa che tutti devono conoscere

Nel cedolino pensioni di settembre 2022 molti pensionati si accorgeranno della presenza di una doppia trattenuta, dovuta ai conguagli IRPEF.

In attesa delle rivalutazioni previste per il mese di ottobre, i pensionati troveranno due brutte sorprese nel cedolino pensione di settembre 2022.

Cedolino pensioni di settembre 2022
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A quanto pare, un’ampia fetta di percettori dell’assegno di pensionamento subiranno tagli all’importo a causa di una doppia trattenuta. Si tratta dei conguagli IRPEF che provocheranno un abbassamento del valore degli assegni previdenziali.

Cedolino pensioni di settembre 2022: i conguagli IRPEF

Per le erogazioni delle pensioni di settembre alcuni pensionati noteranno che l’importo dell’assegno sarà più basso. Dunque, un’importante fetta di pensionati riceverà una brutta sorpresa a causa dei conguagli IRPEF.

Si tratta di una trattenuta applicata dall’Agenzia delle Entrate relativa agli importi a debito risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi. Pertanto i pensionati che vantano un credito nei confronti del fisco riceveranno un importo maggiore.

Ma, le trattenute sono due. Oltre al conguaglio IRPEF legato alla dichiarazione dei redditi, il pensionato può subire trattenute se è titolare di rendite non dichiarate. Secondo quanto stabilito dalla legge, il pensionato che percepisce una rendita collegata al reddito deve effettuare opportuna dichiarazione tramite il cosiddetto Modello RED.

Consulta cedolino e rivalutazione

In ogni caso, coloro che intendono consultare in anticipo l’importo dell’assegno di pensionamento, per il mese di settembre 2022, è disponibile il servizio gratuito sul sito dell’Inps. Accedendo all’area personale, tramite le credenziali digitali SPID o CIE, l’utente può prendere visione del cedolino della pensione prima che l’emolumento venga erogato dall’INPS.

Intanto ricordiamo che per il mese di ottobre è prevista una rivalutazione delle pensioni pari al 2,2% degli importi. Il suddetto aumento rappresenta una compensazione che, generalmente, avviene a gennaio ma che quest’anno è avvenuta in maniera anticipata a causa dell’aumento del tasso di inflazione.

Beneficeranno della rivalutazione dell’assegno coloro che percepiscono le pensioni di vecchiaia d’importo inferiore a €2.692.

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La suddetta rivalutazione rappresenta solo una quota della vera e propria perequazione che avverrà a gennaio 2023.

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