L’economia cinese corre mentre il resto del mondo arranca

Schizzano le esportazioni cinesi, dato quasi raddoppiato rispetto alle aspettative

Metropoli cinese

La Cina negli ultimi dieci anni ci ha abituato all’intraprendenza della sua amministrazione, è il trend di una super potenza. Vedremo se, come sembra, la sua velocità di registrare performance positive in ambito non solo organizzativo, ma anche economico, proseguiranno con questa efficacia.

Nonostante il Fondo Monetario Internazionale abbia stimato una riduzione del PIL mondiale di circa il 4,4% e la Cina sia stata l’epicentro della diffusione del virus che ha causato i problemi economici attuali, i dati incoraggianti diffusi dall’amministrazione delle dogane cinese, mostra come nei primi due mesi del 2021 le importazioni hanno registrato un aumento del 22,2% in riferimento allo stesso periodo dell’anno scorso, con un surplus della bilancia commerciale pari a 103,25 miliardi di dollari.

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Cosa significa il dato sulla bilancia commerciale e perché è importante

Per quanto riguarda la Bilancia Commerciale la voce alla quale si attribuisce il maggior peso è quella del saldo commerciale. Il saldo della bilancia commericale evidenzia la differenza tra le importazioni e le esportazioni di beni e servizi, ed è una delle più importanti componenti per valutare l’equilibrio dell’economia interna di un paese nel suo complesso, la sua dipendenza o indipendenza da beni provenienti dall’estero, nonché i flussi di valuta in entrata o in uscita.

Un dato positivo, avanzo commerciale, indica che le esportazioni sono superiori alle importazioni viceversa quando le importazioni superano le esportazioni, si verifica un disavanzo commerciale. In questo caso occorrerà contrarre prestiti di capitali esteri o svalutare la moneta nazionale, rendendo più costose le valute estere e quindi le importazioni e nello stesso tempo vantaggiose le esportazioni.

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Il dato cinese risulta ancora più incoraggiante se confrontato con la gestione della situazione epidemiologica, che sembra quasi anticipare di molti mesi quella presente nel resto del mondo. È di questi giorni la notizia che la Cina sarà il primo paese al mondo a emettere un passaporto vaccinale, tramite il quale potrà essere verificato, molto probabilmente elettronicamente, l’effettuazione o meno della vaccinazione e quindi l’eventuale immunizzazione dal Covid-19. Questo potrà avvantaggiare il paese nella sua ripresa economica: Pechino ha infatti rallentato la sua crescita a causa della pandemia con un PIL su base annua che nel il primo trimestre è sceso del -6,8%, per poi tornare a cresce nel secondo e terzo trimestre rispettivamente del 3,2% e del 4,9%, proponendosi un target di crescita in linea con quelli degli anni precedenti intorno se non oltre il 6% con un rapporto deficit e PIL del 3,2%. Sperando dal canto nostro che la prosecuzione del suo sviluppo possa essere portato avanti, come d’altronde il governo sembra abbia intenzione di fare, aggiustando i suoi squilibri interni e aumentando la qualità della sua produzione con una crescente politica di sostenibilità ambientale.

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