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Economia e Finanza

Come andare in pensione con un assegno da favola e senza troppi sacrifici

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Uscire dal lavoro per accedere alla pensione con un assegno da favola non è impossibile. Infatti, esiste una misura pensionistica che lo permette che pochi conoscono.

Come andare in pensione

Con la crisi economica e le difficoltà nel campo lavorativo, sono molti i lavoratori che comunicano a fare due conti e a cercare la possibilità di lasciare il lavoro in modo anticipato per godersi la pensione senza difficoltà economiche.

In effetti, esiste una misura pensionistica che lo permette se per tempo si costituisce un solido montante contributivo.

Si tratta di accantonare una parte di contributi in un fondo pensione che con il tempo permetterà di ottenere una pensione integrativa. Oppure, permette di accedere alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) con pensionamento anticipato cinque o dieci anni prima dell’età pensionabile.

La RITA è un’opportunità da non sottovalutare per chi intende uscire dal lavoro a 62 anni invece di 67 anni. Oppure, a 57 anni invece di 67 anni per chi ha perso il lavoro da molto tempo. Un altro aspetto da considerare è l’anzianità contributiva, infatti è il requisito richiesto è di 20 anni di contributi. Quindi, rientrano anche coloro che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua. Possono aderire alla RITA tutti i lavoratori: dipendenti del settore pubblico e privato, autonomi e i lavoratori disoccupati che hanno perso il lavoro da più di due anni.

Pensione con una rendita mensile: due esempi

Un requisito indispensabile per poter accedere alla RITA è aver versato almeno cinque anni in un fondo pensione. Logicamente questa misura risulta conveniente quando il montante contributivo è elevato.

Per meglio comprendere come funziona il pensionamento con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, ecco due esempi con anticipo a 5 o 10 anni dall’età pensionabile:

a) esaminiamo il caso di un lavoratore a cui mancano cinque anni dalla pensione di vecchiaia con un capitale maturato nel fondo pensione di circa 154.964 euro. La percentuale da convertire nella RITA è il 100%. Il risultato è il seguente: il pensionato percepirà un importo annuale lordi di 30.993 euro e una rata trimestrale lorda di 7.748 euro.

b) invece, un lavoratore a cui mancano dieci anni dalla pensione di vecchiaia, sempre con lo stesso capitale accumulato e con la conversione al 100%. Il risultato è il seguente: importo lordo annuale è di 15.496 euro e una rata trimestrale lorda di 3.874 euro.

Come si può notare dagli esempi, incide molto l’età in cui si accede alla pensione e il montante accumulato nel fondo pensione.

LEGGI ANCHE: Come accedere alla pensione con solo 30 anni di contributi? Quello che in pochi sanno

Per accedere alla RITA la domanda di pensionamento deve essere inoltrata al fondo di appartenenza e non all’INPS. Il fondo dopo aver esaminato l’istanza comunicherà al lavoratore dipendente l’esito della pratica. Inoltre, prima di aderire a questa misura, è possibile chiedere una simulazione dell’importo spettante.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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