Trading+online%2C+quale+conto+aprire%3F+Cosa+sapere+per+decidere
tradingit
/come-aprire-conto-trading-cosa-sapere/amp/
Guida Trading

Trading online, quale conto aprire? Cosa sapere per decidere

Published by

L’apertura di un conto è una delle prime scelte da fare nell’attività di trader: andremo ad analizzare alcune considerazioni e gli aspetti tecnici di cui tenere conto.

Di per sé, anche per chi è alle prime armi, l’apertura del conto trading è un’operazione abbastanza semplice nella maggior parte dei casi, infatti si attuano le normali procedure burocratiche dei conti correnti online, quindi senza recarsi fisicamente in filiale. Le procedure di cui parliamo una volta creato il profilo, sono per esempio:

  • invio di documentazione riguardante l’identità della persona,
  • invio documentazione riguardo la prova di residenza,
  • in alcuni casi anche dimostrazioni di patrimoni o liquidità. Quest’ultimo passaggio serve per le norme antiriciclaggio e per il profilo di rischio del cliente.

Nello scegliere il miglior conto di trading online, molto dipende dall’utilizzo che ne vogliamo fare, dal livello di educazione finanziaria che abbiamo, dagli strumenti che vogliamo trattare.

A prescindere dal conto che decideremo di aprire, dovremo prima di tutto scegliere se aprire un conto per fare esclusivamente trading, oppure aprire un conto affiancandovi le normali funzioni di un conto corrente.

Un conto esclusivo per fare solo trading online

Se scegliamo di aprire un conto esclusivamente per fare trading, e una volta deciso che tipologia di strumenti vogliamo trattare, dobbiamo verificare alcuni aspetti fondamentali:

  • le licenze a disposizione del broker
  • la giurisdizione e la sede del broker,
  • quale è la banca depositaria.

Tutti questi aspetti sono estremamente importanti, perché con la giusta attenzione, riescono a fornire un quadro chiaro della sicurezza e della serietà del broker che stiamo selezionando.

L’analisi più accurata va fatta sulla banca depositaria dei fondi, in quanto il broker non detiene fisicamente i liquidi, ma vengono di norma inseriti in conti segregati presso la depositaria che ne è garante. Questo fa sì che nel caso il broker incampasse in problematiche legali, i nostri capitali sarebbero comunque al sicuro.

La valutazione della banca è importante: detenendo i capitali, se l’Istituto a sua volta avesse problemi di insolvibilità, ci troveremmo che tutto il denaro non investito “sparirebbe”. Se la banca è affidabile, il verficarsi di questa eventualità è minima. Proprio per questo motivo è caldamente consigliabile affidarsi a un broker che si appoggia a banche solide.

L’ultimo aspetto da verificare è l’effettiva garanzia sui capitali. Come i normali conti correnti, anche quelli di trading, appoggiandosi a una banca depositaria, hanno una tutela dei soldi in caso di fallimento dell’istituto. Questo è un aspetto molto delicato da verificare, per conoscere il livello di  copertura della nostra liquidità.

Conto misto: buona scelta ma attenzione ai costi

Il secondo macro gruppo è rappresentato da quei conti di trading che oltre alla funzione principale, sono anche utilizzabili come normali conti correnti. Specialmente in Italia questa è una pratica molto comune, perché sono molte le banche che offrono servizi di trading professionali.

La scelta di un conto misto potrebbe rivelarsi un enorme vantaggio: ma quali sono i contro di questo servizio? Purtroppo i broker che offrono questo supporto al cliente, di norma sono anche molto cari nelle commissioni applicate per fare trading.

I costi di cui parliamo generalmente interessano:

  • l’accesso ai dati di mercato, quindi un fisso mensile per ogni mercato che vogliamo vedere live, con una sostanziale differenza rispetto ai competitor,
  • i costi per le piattaforme da utilizzare per fare gli eseguiti, anche in questo caso abbastanza elevate,
  • il costo delle commissioni su ogni eseguito, che di norma è molto alto rispetto alla concorrenza.

Al netto di tute queste considerazioni, i conti misti hanno un vantaggio importante: in molti casi possono contare sul regime fiscale amministrato, ciò significa che le tasse sugli utili sono versate automaticamente. Questo evita di doversi appoggiare a un commercialista per includere le transazioni nella dichiarazione dei redditi.

Conclusioni: soppesare tutti gli aspetti prima di scegliere

Spesso la scelta del conto corrente da aprire per fare trading, viene presa un po’ sottogamba, perché non si soppesano attentamente tutte le variabili. Il nostro consiglio è quello di fare molta attenzione, prendersi il dovuto tempo per effettuare una corretta selezione dei ‘candidati’ sulla base delle nostre esigenze e possibilità economiche.

Recent Posts

Pensione caregiver: il dettaglio che può far perdere tutto anche dopo l’ok dell’INPS

Hai ricevuto la certificazione per la pensione precoci ma qualcosa cambia all’ultimo momento? Nel caso…

4 giorni ago

Petrolio sotto pressione, l’Italia apre le riserve: taglio da 10 milioni di barili

Per alleggerire la pressione sui mercati energetici, l’Italia decide di ridurre le scorte petrolifere di…

6 giorni ago

IBAN e TFR: il passaggio decisivo che molti ignorano (ma che cambia tutto)

Comunicare correttamente il proprio IBAN può fare la differenza nei tempi di pagamento del TFR.…

7 giorni ago

Pensioni a rischio per gli interessi non dichiarati: il nodo nascosto del modello RED 2026

Interessi bancari, postali e proventi da titoli possono mettere a rischio la pensione se non…

1 settimana ago

BOT semestrale oggi 26 marzo 2026: cosa sapere per partecipare all’asta

Il Tesoro torna sul mercato con una nuova emissione di BOT a 6 mesi, puntando…

2 settimane ago

Cedolare secca e IRPEF: il reddito da affitto incide davvero? Il caso pratico che chiarisce tutto

Il reddito da locazione con cedolare secca non entra nell’imponibile IRPEF, ma continua a influenzare…

2 settimane ago