Ci affanniamo ogni giorno a trovare i conti correnti che hanno spese di gestione più basse. La musica però potrebbe presto cambiare per tutti.
Proprio grazie alle banche via internet che hanno minori costi lavorativi per i proprietari si è arrivati a mettere sul mercato un’enorme quantità di conti correnti a canone zero. L’obiettivo è quello di fidelizzare il cliente che magari in futuro potrebbe acquistare altri servizi presso la stessa banca come un prestito o un mutuo.
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Negli ultimi mesi però, complice la crisi economica che attanaglia tutta l’Europa, la Bce ha portato in negativo i tassi d’interesse. L’obiettivo, nemmeno tanto velato, sarebbe quello di favorire la circolazione di denaro e dei prestiti. Questo ha spinto le banche inevitabilmente ad alzare i costi per i propri servizi.
Secondo un’indagine di Bankitalia, nel 2020 il costo medio per tenere un conto è aumento di 88,50 euro rispetto al 2019. In particolare si sono registrati degli incrementi relativi al canone annuo, ai bonifici e ai prelievi. Da gennaio 2022 però le cose potrebbero ulteriormente cambiare. Entrerà, infatti, in vigore la legge seconda la quale non saranno consentiti i pagamenti in contanti oltre i 999,99 euro.
A quel punto saremo tutti costretti a utilizzare maggiormente le carte, che come dicevamo hanno ricevuto un incremento nei costi di gestione. Nei prossimi mesi si va quindi verso una sorta di “nuova tassa” sui conti correnti che servirà alle banche per tamponare le perdite derivanti dalla Bce. Tutto questo per spingere i correntisti a smuovere i propri soldi investendoli o più semplicemente spendendoli.
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