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Conto corrente in rosso? Nel 2022 cambia tutto: ecco cosa succederà

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Tema scottante, soprattutto in momenti di estrema crisi e precarietà come quello che viviamo. Il 2022 dei grandi cambiamenti.

Foto © AdobeStock

Il momento è delicato, crisi economica ed incertezza guidano tutte le fasi di questo particolarissimo periodo storico, fortemente condizionato dalla pandemia di covid che da due anni ormai è assoluta protagonista della scena. A rendere lo scenario ancora più complicato sono alcuni accorgimenti che da questo 2022 renderanno ancora più stringenti situazioni già spesso al limite, portando i protagonisti di tali scenari nella più totale difficoltà. Siamo di fronte ad uno scenario forse inatteso ma che in un certo senso è assolutamente figlio fedele dei tempi che viviamo. Immagine disarmante e certo inaspettata.

Il tema di cui si parla ultimamente è quello che riguarda la possibilità per un correntista, per un cittadino insomma, di vivere la tremenda condizione di avere il proprio conto corrente in rosso. Il correntista in rosso, si intende debitore nel momento in cui risulta essere in arretrato da oltre 90 giorni nel pagamento di una determinata obbligazione. Per questo tipo di dinamiche, quindi, da questo 2022 entreranno in gioco nuovi scenari, nuove regole che andranno quindi a ricostruire l’intero impianto sul quale si fonda la stessa dinamica in questione. Per i cittadini la situazione vede da un lato il Governo stringere giustamente o meno sulla circolazione dei contanti, dall’altro le banche forzare altrettanto la mano rispetto alla gestione dei propri conti correnti.

Conto corrente in rosso? Nel 2022 cambia tutto: le novità che riguarderanno i correntisti italiani

Ciò che bisogna considerare è che in linea di principio uno scoperto bancario non è altro che l’anticipare soldi dei quali, in realtà non si dispone. In situazioni del genere, per la banca che vive la condizione del correntista in tal senso scattano di conseguenza gli interessi passivi. Come anticipato bisogna considerare il trascorrere di 90 giorni per ritenere debitore un correntista. Il debito, passato quel tempo diventa quindi rilevante in base alle soglie previste dai regolamenti. La prima soglia è di 100 euro per le esposizioni al dettaglio e di 500 euro per le esposizioni diverse. La seconda, invece considera l’1% dell’esposizione complessiva verso una determinata controparte.

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Ciò di cui alcuni istituti di credito fornisco il cliente è la possibilità di accedere in maniera concordata ad uno scoperto legato a spese improvvise o comunque non regolarmente previste. In questo caso parliamo di scoperto autorizzato, pratica molto diffusa come anticipato tra gli istituti di credito. Altro tipo di scoperto è quello non concordato, definito quindi abusivo. In quel caso nessuna tutela avviene nei confronti del correntista che in mancanza di un saldo quanto più veloce possibile della propria posizione debitoria rischia gravi sanzioni di natura pecuniaria, chiaramente a cominciare dagli interessi da pagare allo stesso istituto.

La situazione potrebbe complicarsi nel momento in cui potrebbe venire meno la possibilità di eccedere in uno scoperto autorizzato. Oppure nel momento in cui, in una certa fase dell’anno ciò potrebbe accadere. Una sorta di arma a doppio taglio in mano alle banche che possono quindi disporre a proprio piacimento, in qualche modo delle sorti dei propri correntisti. Una idea alla quale, in un modo o nell’altro ci si era abituati ormai da tanto tempo.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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