Occhio ai controlli del Fisco: ecco quali pagamenti possono finire nel mirino

Il contribuente deve prestare attenzione ai pagamenti che compie, perché il Fisco è in grado di svolgere approfonditi controlli.

L’Agenzia delle Entrate dispone oggi di strumenti davvero efficaci per smascherare i casi di evasione fiscale, grazie al supporto delle nuove tecnologie. Quali sono i pagamenti che finiscono sotto la lente del Fisco?

data pagamenti attesi

Oggi grazie al progresso delle tecnologie e alla possibilità di condividere enormi insiemi di dati in poco tempo, il Fisco è in grado di effettuare veri e propri controlli a tappeto, per smascherare ‘furbetti’ che un tempo avrebbe avuto difficoltà a individuare.

In materia di pagamenti ed acquisti, ogni contribuente dovrebbe sapere che oggi occorre prestare molta più attenzione rispetto anche al recente passato, onde evitare rischi di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Spendere soldi in contanti rispetto all’utilizzo di metodi tracciabili fa la differenza e chi usa monete e banconote dovrebbe essere cauto, nella consapevolezza che il Fisco – grazie alle banche dati – può ricostruire tutte le operazioni rilevanti di un certo contribuente. Vediamo un po’ più nel dettaglio questi argomenti, per capire quali sono i pagamenti con maggior rischio di finire sotto la lente del Fisco.

Pagamenti e controlli del Fisco: la rilevanza delle banche dati per gli accertamenti

Lo abbiamo appena accennato: le banche dati sono oggi un utilissimo strumento per coloro che lavorano all’Agenzia delle Entrate e si occupano di individuare i contribuenti che non sono in regole con il versamento delle tasse. Infatti, vero è che tutto ciò che è tracciabile finisce negli archivi telematici della PA.

Proprio le banche dati servono ad una pluralità di controlli, in ragione della molteplicità di informazioni che contengono. Grazie agli archivi in oggetto l’Agenzia delle Entrate ad es. potrà:

  • scoprire quanti soldi il contribuente ha versato o ricevuto sul conto corrente;
  • individuare le case comprate;
  • identificare le auto che il contribuente si è intestato;
  • venire a conoscenza dei viaggi e delle spese effettuate in un certo lasso di tempo.

Proprio alle spese e ai pagamenti di tutti i giorni, effettuate con il denaro contante o con metodi tracciabili, il contribuente deve prestare speciale attenzione. Il motivo è molto semplice e l’Agenzia delle Entrate lo conosce bene: se le uscite oltrepassano le entrate è perché c’è qualcosa che è entrato e non è stato reso noto – e dunque dichiarato all’Agenzia delle Entrate. E tutti i contribuenti debbono o dovrebbero sapere che sono soggetti – periodicamente – ad obblighi di dichiarazione, entro specifiche regole.

Il contribuente dovrebbe poi sempre ricordare che oggi il Fisco non ha uno, ma ben tre strumenti per verificare i redditi dei contribuenti e la correttezza delle operazioni compiute:

  • registri immobiliari e PRA;
  • redditometro;
  • anagrafe dei rapporti finanziari.

Proprio l’ultimo strumento si rivela particolarmente efficace: esso consente infatti all’Agenzia delle Entrate di controllare tutti i movimenti in entrata ed in uscita dal conto corrente del contribuente.

Il codice fiscale e le operazioni nel mirino

Probabilmente il contribuente potrebbe chiedersi quali sono i pagamenti che finiscono per primi sotto la lente del Fisco. Ebbene, vero è che l’Agenzia delle Entrate controlla i pagamenti per cui è emessa fattura.

Il motivo è piuttosto evidente: le fatture pervengono ogni anno – e ora in modo telematico – al Fisco, che è in grado di compiere i controlli incrociati. Attraverso la fattura l’ufficio delle imposte potrà individuare i dati dell’acquirente, il suo nome, cognome, il codice fiscale e la residenza. Perciò una persona che compra in gioielleria un costoso anello e poi si fa rilasciare una fattura si è “autodenunciato” all’Agenzia delle Entrate. Tanto basta per evitare rischi.

Pensiamo poi ai pagamenti per i quali è richiesto il codice fiscale del contribuente: si tratta di operazioni che possono facilmente finire sotto la lente del Fisco e sulle quali quest’ultimo potrebbe chiedere chiarimenti. I viaggi in aereo, gli acquisti di immobili, la stipula dei contratti di affitto, le assicurazioni danni, i mutui presso gli istituti di credito, gli acquisti di automobili, le tasse per le scuole private, le spese per le visite mediche private: si tratta di chiari esempi di operazioni che consentono all’Agenzia delle Entrate di rintracciare il contribuente e di controllare il suo volume di spesa annuo.

Concludendo, la regola aurea è dunque la seguente: occorre sempre spendere in maniera proporzionata al guadagno, altrimenti chi spende troppo rispetto a quanto guadagna dovrà molto probabilmente giustificare la propria posizione all’Amministrazione finanziaria e, soprattutto, da chi e come ha ricevuto il denaro. Altrimenti, si potrà parlare di un caso di evasione fiscale con annesso accertamento nei confronti del contribuente.

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