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Cosa accade alle criptovalute? Wells Fargo e la nuova legge italiana

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La divisione di ricerca di Wells Fargo Wealth and Investment Management, ha pubblicato un rapporto che evidenzia il potenziale delle criptovalute.

Lunedì una delle più importanti banche USA ha pubblicato un rapporto che traccia le prospettive economiche delle criptovalute.

Dopo l’entusiasmo e le delusioni dei rally avvenuti a partire dalla seconda metà del 2021, compresi i recenti crolli, le criptovalute sono pronte a manifestare il loro potenziale. Secondo Well Fargo infatti non è troppo tardi per investire, dato che il settore è ancora relativamente giovane in rapporto ad altre classi di attività.

Secondo l’istituto di credito la tecnologia alla base della crittografia sta seguendo un percorso di adozione simile a quello di Internet nei primi anni ’90. Anche allora i consumatori hanno avuto bisogno di tempo per capire il valore d’uso e l’utilità concreta del web. Allo stesso modo investimenti e speculazione hanno determinato incrementi di prezzo seguiti da crolli sufficienti a rideterminare il valore delle aziende di internet nell’economia reale. Come Internet allora, anche per le criptovalute vi è un crescente numero di utenti e iniziative economiche, provenienti soprattutto dal settore imprenditoriale e dalla finanza tradizionale.

Criptovalute, troppo presto o troppo tardi? Ecco cosa succede nell’economia reale

Secondo uno studio Crypto.com il numero di utenti che utilizzano le criptovalute è passato da 100 milioni di gennaio 2020 a 221 milioni di giugno 2021. Nonostante i numeri non siano facili da quantificare con precisione, per capire il potenziale del mercato si possono osservare le reazioni degli investitori in criptovalute negli ultimi due anni, in relazione alla crescente regolamentazione del settore. In primo luogo si può osservare come i legislatori e il comparto finanziario tradizionale abbiano ormai accettato questi asset.

In secondo luogo i Bitcoin ma anche gli Exchange, non sembrano subire più come in passato ripercussioni negative dalle nuove norme. La più importante di queste era avvenuta il 18 maggio. Allora le tre maggiori istituzioni finanziarie cinesi per il regolamento dei mercati, la China Internet Finance Association insieme alla China Banking Association e la China Payment and Clearing Association, avevano tagliando fuori le criptovalute dalla possibilità di essere utilizzate nel Paese come forma di pagamento alternativo.

Cripto: anche l’Italia impone regole stingenti a chi le utilizza

In ambito di nuove norme, anche l’Italia ha deciso di regolamentare chi opera con le criptovalute nel nostro paese. Un nuovo decreto, firmato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, è infatti in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Questo prevede l’obbligo di iscrizione a un registro che sarà gestito dall’Oam, l’organismo degli agenti e dei mediatori creditizi.

Questo registro fungerà da censimento degli operatori, raccoglierà i dati identificativi dei clienti e i dati sintetici relativi all’operatività dei servizi relative all’utilizzo delle criptovalute o valute digitali. È prevista anche una tassa di registrazione che sarà quantificata solo in una seconda fase, in base al numero degli aderenti.

La nuova legge assimila la posizione di chi opera nel mondo delle criptovalute a quella di un cambiavalute o money transfer. Ogni tre mesi gli operatori avranno l’obbligo di comunicare tutti i nominativi dei loro clienti e le operazioni effettuate da ciascuno di loro.

Chi è obbligato a rendere note le proprie attività sulle criptovalute?

L’obbligo di iscrizione varrà non solo per gli operatori italiani ma anche per quelli esteri come gli exchange. Non sarebbe stato possibile fare diversamente, il 90% delle attività degli italiani nel settore delle criptovalute si svolge su piattaforme estere. Gli exchange che decideranno di non fare parte del registro italiano rischiano di venire banditi e oscurati sul territorio.

L’organismo degli agenti e dei mediatori creditizi sarà tenuto a collaborare con autorità di vigilanza: Guardia di Finanza, Polizia valutaria, Direzione antimafia, autorità giudiziarie e agenzie fiscali. Alla luce di tutte queste garanzie da parte delle autorità, le criptovalute potrebbero presto uscire dalla fase di maturazione ed espandersi come qualsiasi altro bene nel circuito economico. Per questo motivo lo Stato italiano si prepara a filtrare l’operato di aziende e operatori, raccogliendo informazioni e documentazioni necessarie per verificare eventuali illeciti.

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Secondo le nuove regole chi offre servizi tramite cui scambiare criptovalute dovrà comunicare: controvalore in euro, alla data dell’ultimo giorno del trimestre di riferimento, il saldo totale delle valute legali e delle valute virtuali, il numero e il controvalore delle operazioni di conversione nonché quelle di trasferimento.

A supportare un’aspettativa positiva sul mercato c’è la tendenza inclusiva a utilizzare questi asset alternativi anche all’interno dei social network. È un esempio di questo Facebook con il suo Metaverso e l’adozione di criptovalute proprietarie come sistema di pagamento. Il metaverso è una serie piattaforme multiutente che, come in un videogioco online, consentono agli utenti di interagire in tempo reale. All’interno di questi scenari, le persone creano un mondo alternativo, in grado di dare vita a un’economia dall’ampio potenziale. Le criptovalute possono così essere facilmente adottate da milioni di persone.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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