Cosa succede se si hanno dei debiti con il Fisco? È importante conoscere tutti gli strumenti di tutela, perché si rischia di fare i conti con sanzioni molto salate.
Molti cittadini ricevono avvisi da parte dell’Agenzia delle Entrate, relativi al mancato pagamento delle imposte, tra cui l’Iva.
Cosa succede se non si presenta ricorso entro 60 giorni dall’avviso? Trova applicazione la legge sul sovraindebitamento? La cartella esecutiva, inoltre, si prescrive? Ecco cosa fare per evitare il pignoramento dello stipendio.
Innanzitutto, la cartella esattoriale si prescrive nei termini previsti per l’imposta a cui si riferisce, anche se è esecutiva. Tutti i provvedimenti esecutivi, infatti, se non attivati entro i termini previsti dalla legge, si prescrivono e perdono di efficacia.
Ma analizziamo la normativa e scopriamo in che modo i contribuenti possono difendersi.
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Il termine di prescrizione cambia in base al tipo di tributo che deve essere pagato. Ad esempio, per Irpef, Iva, Irap ed imposta di registro, il credito del Fisco per la loro riscossione si prescrive in 10 anni. Trova applicazione, infatti, la disciplina dell’art. 2946 del codice civile, ai sensi del quale “salvo i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizioni con il decorso di dieci anni”.
Tornando all’ipotesi in cui si riceva un avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate, se la cartella esattoriale ed il successivo pignoramento non vengono contestati entro i termini sanciti dalla normativa, allora l’unica alternativa possibile, per evitare conseguenze più gravi, è la composizione della crisi.
Attraverso tale strumento, per mezzo dell’Organismo di composizione della crisi, il contribuente può chiedere ed avere una riduzione dell’importo del credito preteso dal Fisco. A tal fine, il legale e l’Organismo dovranno depositare una proposta in Tribunale. La proposta consente la sospensione delle procedure esecutive già avviate, fino a quando il giudice non deciderà sulla possibilità di riduzione del debito.
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Affinché la procedura vada a buon fine, è necessario allegare tale documentazione:
Solo dopo aver effettuato tutti gli adempimenti richiesti, il giudice potrà valutare l’idoneità del piano presentato. Se accoglie la proposta del contribuente, ordina, anche senza il consenso dei creditori, la cancellazione di una parte del debito.
In questo modo, quindi, i cittadini possono ottenere tutela giudiziaria e proteggere il proprio patrimonio e lo stipendio da eventuali pignoramenti.
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