Lo Stato italiano adotta l’approvazione di un documento programmatico, per stabilire le misure e i provvedimenti da adottare in ambito economico durante la legislatura.
Il Def è l’acronimo di Documento di Economia e Finanza. In questo testo varato dal governo e sottoposto all’approvazione del Parlamento è indicata la strategia economica del Paese.
Durante la legislatura il Governo italiano rende pubblici i provvedimenti per porre in atto le modifiche necessarie al sistema economico e finanziario finalizzate alla crescita. Il Def quindi è un documento importante in quanto sono dettagliate le misure che verranno adottate sul breve termine, al fine di concorrere alla crescita economica dell’Italia.
Il Governo scrive e presenta il Def al parlamento entro il 10 aprile di ogni anno. Il Def era conosciuto precedentemente come “Decisione di finanza pubblica” e “Documento di programmazione economico finanziaria”. La versione attuale in vigore dal 2011 è stata adattata agli standard comunitari. In esso sono presenti gli obiettivi di politica economica concernenti le misure finalizzate a incidere sul Pil, sul debito pubblico, sulla disoccupazione etc.
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Il Def oltre a definire gli obiettivi programmatici in ambito macroeconomico e finanziario, prospetta i correttivi necessari a influire sulle tendenze presenti e quelle prospettate nel futuro. I contenuti del Def vengono integrati con le indicazioni e gli obiettivi elaborati dalla Commissione europea.
Tuttavia il Def ha evidenziato negli anni un contenuto che difficilmente risulta attendibile. Questo è dovuto a mediazioni e correzioni che mettono il governo nell’incapacità di attuarlo con efficacia. Per questo motivo il Def che è frutto principalmente di un’azione politica, deve essere contestualizzato dalla capacità della maggioranza di armonizzare le sue decisioni rispetto al ciclo economico.
Se gli impegni inseriti nel Documento di Economia e Finanza vengono rispettati, essi diventano operativi a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo. Questo ad eccezione di alcuni decreti che anticipano la costituzione dei nuovi provvedimenti, sono fatti spesso dipendere da una nuova maggioranza o addirittura da un nuovo governo.
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