Una donazione in denaro superiore al 20% del patrimonio ISEE obbliga a rifare subito la dichiarazione? E può far perdere i Bonus Sociali in bolletta? La risposta dipende dal meccanismo temporale dell’ISEE, che non fotografa il presente ma il passato.
Donazione in denaro, patrimonio ISEE, ISEE ordinario 2026, ISEE corrente, Bonus Sociali luce e gas, DSU, 31 dicembre, Sistema Informativo Integrato: parole che entrano in gioco ogni volta che il patrimonio familiare cambia in modo significativo.

Chi riceve una somma importante nel corso dell’anno si chiede se debba aggiornare subito l’indicatore della situazione economica equivalente e se rischi di perdere agevolazioni come gli sconti automatici in bolletta. Il dubbio nasce soprattutto quando l’importo supera il 20% del patrimonio già dichiarato.
Patrimonio ISEE e Bonus Bollette: perché la donazione 2026 non cambia nulla subito
L’ISEE ordinario 2026 prende a riferimento redditi e patrimoni posseduti al 31 dicembre 2024. Anche l’ISEE corrente, richiedibile dal 1° aprile per variazioni patrimoniali superiori al 20%, considera comunque la situazione al 31 dicembre dell’anno precedente. Nel 2026, quindi, l’eventuale aggiornamento fotografa i patrimoni al 31 dicembre 2025.
Se la donazione in denaro entra nella disponibilità del beneficiario nei primi mesi del 2026, quella somma non risulta presente né al 31 dicembre 2024 né al 31 dicembre 2025. Di conseguenza non incide sull’ISEE 2026, né sull’eventuale ISEE corrente presentato dopo aprile dello stesso anno.
La variazione patrimoniale diventerà rilevante solo più avanti, quando l’indicatore prenderà in considerazione il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2026. In termini pratici, la somma ricevuta nel 2026 influirà sull’ISEE corrente nel 2027 oppure sull’ISEE ordinario nel 2028.
Occorre distinguere con attenzione tra patrimonio e reddito. In caso di perdita del lavoro o riduzione significativa dell’attività, il contribuente deve aggiornare tempestivamente la situazione reddituale con l’ISEE corrente entro due mesi. Per le variazioni patrimoniali, invece, non esiste alcun obbligo di comunicazione immediata durante l’anno, perché il sistema continua a basarsi sul dato cristallizzato al 31 dicembre precedente.
Questo meccanismo tutela anche chi percepisce i Bonus Sociali per luce e gas. Il riconoscimento avviene in modo automatico attraverso l’incrocio dei dati tra l’INPS e il Sistema Informativo Integrato, che verifica la presenza di un ISEE valido. Finché la Dichiarazione Sostitutiva Unica resta in corso di validità, cioè fino al 31 dicembre 2026, gli sconti in bolletta continuano ad applicarsi senza alcuna comunicazione aggiuntiva.
Il caso pratico chiarisce il quadro. Una contribuente che ha rinnovato l’ISEE a inizio 2026 e riceve una donazione superiore al 20% del patrimonio già dichiarato non deve rifare subito la DSU, non deve presentare un ISEE corrente per questa ragione e non perde i Bonus Sociali in corso. L’indicatore resta invariato per tutto il 2026.
La donazione rappresenta un arricchimento reale, ma l’ISEE segue una scansione temporale precisa. Solo quando la somma risulterà nel patrimonio al 31 dicembre dell’anno di riferimento entrerà nel calcolo. Fino ad allora, nessun obbligo di aggiornamento e nessun impatto sulle agevolazioni in bolletta.